In Australia per cambiare vita lavorando

L’Australia è da sempre una destinazione privilegiata per l’emigrazione. Il Paese é infatti un punto di riferimento per tutti coloro che sono seriamente intenzionati a trovare un lavoro all’estero. Le cose non sono cambiate nel tempo ed oggi che le opportunità lavorative scarseggiano, raggiungere l’Australia é un’opzione che nonostante le notevoli distanze sempre più giovani sono disposti a scegliere.
Sì calcola infatti che ogni anno 50mila persone si stabiliscano definitivamente nel continente australiano.

Cosa serve realmente per poter lavorare in Australia?

Come è ovvio serve un visto di ingresso. Quando si parla di permessi per entrare e lavorare in Australia si fa riferimento all’Eta e all’E-visitor. Ma qual è la differenza fra questi due tipi di permesso? Sul sito evisitor.it è possibile trovare le informazioni necessarie a chiarire alcuni aspetti.
Sotto un profilo sostanziale di diritti e opportunità offerte, si tratta dello stesso tipo di visto. La differenza fra l’uno e l’altro la fa semplicemente lo Stato nel quale il permesso viene richiesto. Nel caso dell’Italia andrà acquisito- così come per i cittadini europei – l’E-visitor.
Chiarito questo primo punto l’altro aspetto da affrontare è se lo scopo del viaggio sia turistico o per affari. Nel primo caso, come precisa evisitor.it, il visto consentirà di soggiornare in Australia per tre mesi, di poter fare visita a parenti o di poter studiare. Assolutamente esclusa la possibilità di lavorare o cercare lavoro. Nel caso in cui invece si voglia raggiungere il Paese australiano per affari occorrerà un visto business. Questo consentirà di ricercare un lavoro, di avviare un’impresa, di stipulare contratti commerciali o partecipare a fiere e conferenze ma non di lavorare alle dipendenze di alcuna azienda.
Va specificato che non basta la concessione del visto per avere la garanzia di entrare in Australia. L’ingresso vero e proprio, come chiarisce evisitor.it, è subordinato al rispetto di alcune norme che iniziano a bordo dell’aereo con cui raggiungerete l’Australia. Infatti dovrete porre massima attenzione a compilare in maniera veritiera il modulo che vi verrà consegnato – la carta del passeggero – e ad attenervi rigidamente a rispettare i divieti imposti relativamente all’introduzione nel Paese di prodotti agricoli, specie animali, medicinali e sostanze stupefacenti.

Quali sono i settori in cui è più alta la richiesta di manodopera o di professionalità?

Per i giovani che cercano un lavoro la possibilità per farlo è offerta dal Working holiday Visa, un visto della durata di 88 giorni legato ad un’esperienza di lavoro. Sia chiaro: è un’esperienza di lavoro e non una vacanza.
I settori sono vari e spaziano dall’agricoltura al commercio, dalla ristorazione ai servizi. Dall’ingegneria specializzata all’edilizia.
In rete le offerte di lavoro per italiani sono davvero numerose e provengono anche da Italiani emigrati in Australia che hanno raggiunto il successo imprenditoriale e ora ritengono di avvalersi di loro connazionali per far crescere il loro business.
Le offerte vengono clusterizzate non solo per settori ma anche per fasce di età e territori. La gran parte delle attività economiche e conseguentemente le opportunità occupazionali si concentrano soprattutto nelle principali città: Sidney e Melbourne in primis. Ma non bisogna sottovalutare che le aree più remote sono quelle che oltre ad offrire uno stile di vita meno caotico, possono rappresentare una scelta vantaggiosa se si è alla ricerca di lavoro. Bisogna tenere conto infatti che in quelle zone c’è sicuramente una minore concorrenza.