CATANIA, FAST CONFSAL ALL’ATTACCO: “CITTÀ OSTAGGIO DI ILLEGALITÀ E SMOG
Curia: “Seconda città più inquinata d’Italia e crollata nella qualità della vita. Multe annullate dai giudici, piste ciclabili insicure e proventi dei parcheggi spariti.
Chiediamo il commissariamento dell’Amministrazione.”
Un decennio di immobilità, illegittimità e danni alla salute dei cittadini. Il Sindacato Fast-Confsal, rappresentato dal Segretario Regionale e Vice Segretario Confederale Provinciale con delega alle Infrastrutture, Bartolomeo Curia, denuncia formalmente il gravissimo inadempimento del Comune di Catania agli obblighi di legge riguardanti la pianificazione della mobilità urbana.
Al centro della contestazione vi è la mancata adozione del Piano Urbano del Traffico (P.U.T.), un documento obbligatorio previsto dalla direttiva del Ministero dei Lavori Pubblici del 12 aprile 1995 e dall’art. 36 del Codice della Strada, che il Comune ignora da oltre trent’anni.
UN DISASTRO ANNUNCIATO: SMOG E QUALITÀ DELLA VITA
Le conseguenze di questa inerzia sono sotto gli occhi di tutti: Catania è oggi la seconda città più inquinata d’Italia, con livelli di polveri sottili (PM10) che superano i limiti per oltre 35 giorni consecutivi, superando persino Milano nonostante la nostra conformazione geografica. Il risultato è un crollo verticale della vivibilità: la città è precipitata al 96° posto nelle classifiche nazionali sulla qualità della vita, perdendo ulteriori 13 posizioni nell’ultimo rilevamento.
ILLEGALITÀ DIFFUSA E MULTE “FARLOCCHE”
La denuncia della Fast-Confsal evidenzia come l’intera gestione della sosta e della mobilità sia fondata su atti illegittimi. Le linee guida del 2010 si basano su una perimetrazione del centro abitato risalente al 1995, totalmente obsoleta e non corrispondente alla reale espansione urbanistica della città. «La magistratura ha già più volte disapplicato queste delibere, annullando le multe elevate dalla municipalizzata (oggi AMTS) e condannando il Comune alle spese», ricorda Curia. Nonostante le segnalazioni, anche quelle del Comandante della Polizia Municipale, l’Amministrazione continua a perseguire una strada illegale, generando un contenzioso infinito a danno dell’erario e dei cittadini.
CAOS E INSICUREZZA: 9000 STALLI ABUSIVI E PISTE CICLABILI PERICOLOSE L’assenza del PUT ha generato un’anarchia urbanistica:
- Sosta selvaggia: Oltre 9.000 stalli a pagamento posizionati in modo caotico, spesso in prossimità di incroci e rotatorie, riducendo la visibilità e causando incidenti.
- Piste ciclabili “fai da te”: Realizzate senza una progettazione coerente e in violazione delle norme tecniche (D.M. 557/99). L’esempio citato è la pista di Via S. Sofia, con pendenze non conformi che mettono a rischio l’incolumità dei ciclisti.
DOVE FINISCONO I SOLDI DEI PARCHEGGI?
Il sindacato solleva inoltre un interrogativo sui fondi: la legge impone che i proventi delle strisce blu siano reinvestiti in parcheggi, mobilità sostenibile e trasporto pubblico. «Non risultano opere finanziate con questi fondi», tuona Curia, «mentre i cittadini pagano per una sosta spesso illegittima e non vedono migliorare i servizi».
L’APPELLO ALLE AUTORITÀ
Di fronte a questa situazione di stallo e illegalità strutturale, la Fast-Confsal ha formalmente richiesto alle autorità competenti (Prefettura, Ministero, Regione) di attivare i poteri sostitutivi, fino al commissariamento ad acta, per obbligare il Comune di Catania a dotarsi finalmente degli strumenti di pianificazione necessari a garantire sicurezza, salute e mobilità sostenibile.
«Non possiamo accettare che Catania rimanga ostaggio di un’amministrazione che ignora le leggi dello Stato, mettendo a rischio la salute pubblica e le tasche dei cittadini», conclude Bartolomeo Curia. «Chiediamo interventi immediati. Basta con l’immobilismo che ci costa caro in termini di salute e di economia.»
