Ucraina, gli Usa rilanciano il piano di pace: Witkoff incontra Putin a San Pietroburgo
Gli Stati Uniti tentano una nuova strada diplomatica per porre fine alla guerra in Ucraina. L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è atteso oggi, mercoledì 21 ottobre, a San Pietroburgo per incontrare il presidente russo Vladimir Putin e presentargli una proposta aggiornata per la fine del conflitto. Alla riunione parteciperà da remoto anche Jared Kushner, genero e consigliere del presidente americano Donald Trump.
A riferire i dettagli dell’iniziativa è Axios, che cita un funzionario statunitense. La missione arriva dopo una giornata di colloqui a Oslo, in Norvegia, durante la quale Washington ha discusso con Kiev e i partner europei le possibili condizioni per un’intesa. L’obiettivo è trasformare il confronto diplomatico in un percorso negoziale che coinvolga direttamente tutte le parti interessate.
Il vertice di Oslo e le nuove proposte di Kiev
I colloqui nella capitale norvegese hanno coinvolto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente finlandese Alexander Stubb e rappresentanti di Francia, Regno Unito, Germania, Polonia, Unione europea e Nato.
Al centro degli incontri c’è stata la definizione di un quadro comune per un possibile accordo di pace da sottoporre a Mosca. Secondo il funzionario americano citato da Axios, la delegazione ucraina ha presentato nuove idee e proposte, esaminate durante le discussioni.
La convergenza raggiunta a livello operativo rappresenta un elemento significativo, ma non equivale a un’intesa definitiva. Restano da verificare la disponibilità del Cremlino a negoziare e la possibilità di trovare un compromesso sulle questioni che dividono le parti.
Zelensky punta a un incontro con Trump e Putin
Tra le ipotesi indicate dal presidente ucraino c’è un vertice trilaterale con Donald Trump e Vladimir Putin. Una soluzione che consentirebbe ai tre leader di affrontare direttamente i principali ostacoli a un accordo, ma che finora ha incontrato il rifiuto della Russia.
Washington punta a creare le condizioni per avviare negoziati diretti e, successivamente, un confronto multilaterale più ampio. La missione di Witkoff in Russia si inserisce proprio in questa strategia: trasferire a Putin le proposte discusse con Kiev e con i rappresentanti europei e verificare se esistano margini concreti per un’intesa.
Sicurezza, cessate il fuoco e ricostruzione: i nodi da sciogliere
Il percorso verso la pace dovrà affrontare questioni particolarmente delicate. Tra i temi emersi nei precedenti confronti diplomatici figurano le garanzie di sicurezza per l’Ucraina, la ricostruzione del Paese dopo la guerra e le possibili misure per ridurre le ostilità.
Un’ipotesi discussa nelle ultime settimane riguarda anche una tregua parziale che coinvolga le infrastrutture energetiche e le spedizioni di cereali. Si tratta, tuttavia, di elementi del più ampio confronto diplomatico e non di condizioni che possano essere considerate già accettate da Mosca e Kiev.
Un altro punto riguarda gli attacchi alle infrastrutture petrolifere russe. Secondo Axios, durante i recenti contatti Jared Kushner avrebbe sollecitato l’Ucraina a interrompere gli attacchi alle raffinerie russe. Zelensky ha dichiarato la propria disponibilità a fermarli se la Russia adotterà misure reciproche.
Trump accelera, ma la pace resta da costruire
L’amministrazione Trump punta a ottenere progressi negoziali e a riaprire un canale diretto con il Cremlino. Il confronto resta però condizionato dalle divergenze sulle condizioni per porre fine alla guerra e dalle difficoltà nei rapporti tra Washington e Kiev.
L’incontro tra Witkoff e Putin rappresenta quindi un nuovo passaggio diplomatico, non la conclusione del conflitto. Saranno le risposte russe, gli eventuali impegni assunti dalle parti e la capacità di trasformare le proposte in condizioni condivise a stabilire se l’iniziativa potrà condurre a un cessate il fuoco e, successivamente, a un accordo di pace.
Al momento, non è stato reso pubblico il testo integrale della proposta aggiornata e non risulta annunciata un’intesa definitiva. La giornata di San Pietroburgo potrebbe chiarire la disponibilità di Mosca a proseguire il negoziato, ma il risultato resta ancora da verificare.
