Crotone, rimarrà al comune con la collaborazione della FIN la gestione della piscina olimpionica dopo la decisione del TAR

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima) ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’U.S. Acli Catanzaro contro la delibera consiliare del Comune di Crotone relativa alla gestione della piscina olimpionica di via Giovanni Paolo II e all’accordo di collaborazione con la Federazione Italiana Nuoto (F.I.N.).

Con la sentenza n. 546/2026, il TAR ha riconosciuto l’assenza dei presupposti per l’azione promossa dall’associazione ricorrente, confermando la legittimità dei provvedimenti emessi dall’Ente.

La scelta di procedere alla conduzione diretta del servizio in cooperazione con la F.I.N., attraverso un accordo di collaborazione della durata di nove anni ai sensi dell’art. 15 della Legge n. 241/1990 e del D.Lgs. n. 36/2023, si inserisce in una strategia volta a garantire una gestione qualificata, stabile e sostenibile dell’impianto.

L’accordo di cogestione ha consentito di avviare nella struttura crotonese un Centro Federale di Alta Specializzazione, un risultato di grande rilevanza per il territorio. La piscina olimpionica si conferma così un polo d’eccellenza sportiva per Crotone e per l’intera regione, grazie alla possibilità di ospitare manifestazioni di alto livello nelle discipline acquatiche e di offrire nuove opportunità ad atleti e società sportive.

Nelle motivazioni, i giudici amministrativi hanno accolto le eccezioni sollevate dalla difesa del Comune, rilevando il difetto di legittimazione e di interesse ad agire del soggetto ricorrente. Il TAR ha inoltre evidenziato come la gestione di un impianto di tale portata e lo sviluppo di un centro di alta specializzazione richiedano «consolidati, ampi e specifici requisiti tecnici ed esperienziali», strettamente connessi alle discipline natatorie. Requisiti che caratterizzano la Federazione Italiana Nuoto e che, secondo quanto rilevato dai giudici, non risultavano in capo all’associazione ricorrente.

L’associazione ricorrente è stata inoltre condannata al pagamento delle spese di lite.

L’Amministrazione comunale esprime soddisfazione per l’esito del giudizio, che rafforza il percorso intrapreso per valorizzare il patrimonio sportivo cittadino attraverso una collaborazione di profilo nazionale. L’obiettivo resta quello di assicurare alla comunità un impianto efficiente e funzionale, capace di promuovere la pratica sportiva, sostenere la crescita degli atleti e contribuire allo sviluppo del territorio.

«La sentenza non è solo un importante risultato sul piano legale, ma conferma la bontà della scelta compiuta dall’Amministrazione comunale e dall’assessorato allo Sport, con coraggio e visione strategica. Abbiamo scelto di puntare sulla massima qualità costruendo un’alleanza solida con la Federazione Italiana Nuoto. La validità del percorso intrapreso risulta pertanto ormai definitivamente obliterata.

Il Centro Federale di Crotone non è un’ipotesi futura, ma una realtà già avviata e operativa. Attraverso questo modello di cogestione abbiamo posto le basi per garantire alla piscina olimpionica una gestione qualificata e stabile, capace di valorizzare l’impianto e offrire nuove opportunità agli atleti, alle società sportive e all’intero territorio. Continueremo a lavorare con responsabilità e determinazione per consolidare questo progetto e fare dello sport un’opportunità concreta di crescita e sviluppo per la nostra comunità», dichiara l’assessore allo Sport, Luca Bossi.