Albania, News24 attacca Rama: «Sei anni di pressioni, la libertà di stampa non si negozia»

L’emittente albanese denuncia pressioni politiche e istituzionali, ricordando multe, controlli fiscali e l’intervento nei propri studi televisivi. Nel mirino anche le recenti dichiarazioni del premier sulle proteste studentesche e sul proprietario della televisione.

Nuovo scontro in Albania tra il primo ministro Edi Rama e l’emittente televisiva News24. In una dichiarazione diffusa il 18 ottobre, la televisione ha risposto alle recenti accuse del capo del governo, denunciando quello che definisce un clima di pressione politica e istituzionale che andrebbe avanti da sei anni.

Secondo quanto riferito dall’emittente, Rama sarebbe tornato ad attaccare News24 nel pieno delle proteste, definendo la mobilitazione una trappola, mettendo in dubbio la natura studentesca della manifestazione e sollevando accuse di evasione fiscale per milioni di euro nei confronti del proprietario della televisione.

News24 contesta questa impostazione e sostiene che l’attenzione del governo venga spostata dalle richieste dei manifestanti verso un nuovo confronto con il mondo dell’informazione.

Le accuse di News24 sulle pressioni degli ultimi sei anni

Nella sua dichiarazione, l’emittente afferma di essere stata sottoposta per anni a pressioni continue. Tra gli episodi citati figurano sanzioni pecuniarie, controlli fiscali ripetuti sulle attività economiche collegate alla televisione e fatti che, secondo la redazione, sarebbero riconducibili a intimidazioni.

News24 indica inoltre come particolarmente grave l’intervento nei locali e negli studi televisivi dell’emittente, sostenendo che sia avvenuto senza un provvedimento giudiziario e nonostante un contratto di locazione con scadenza nel 2033.

Secondo la ricostruzione fornita dalla televisione, quell’intervento avrebbe provocato l’interruzione delle trasmissioni e compromesso investimenti privati per milioni di euro. Nella dichiarazione viene citata anche la società statale KAYO, la cui attività sarebbe stata menzionata nei resoconti relativi alle indagini della procura speciale SPAK.

Si tratta di accuse e ricostruzioni attribuite all’emittente, che non costituiscono di per sé un accertamento indipendente delle responsabilità contestate.

«Non ci avete messi a tacere»

Il tono della risposta al primo ministro è particolarmente duro. «Signor Rama, hai fatto di tutto per chiudere News24. Hai tentato di spegnere in pieno giorno una voce libera», afferma l’emittente nel suo messaggio.

La televisione sostiene che gli attacchi denunciati negli ultimi sei anni non abbiano indebolito la redazione, ma abbiano rafforzato la determinazione dei suoi giornalisti a continuare il lavoro.

«Continueremo a stare dalla parte dei cittadini, in difesa della libertà, della dignità e del diritto all’informazione», si legge nella dichiarazione.

News24 assicura inoltre che i propri dipendenti continueranno a svolgere la loro attività con professionalità, nonostante le difficoltà che, secondo la redazione, sarebbero state provocate da perquisizioni, sanzioni e blocchi.

Il messaggio scelto dall’emittente riassume la posizione della televisione nella contrapposizione con il governo: «News24 non ha taciuto ieri, non tace oggi e non tacerà domani».

La richiesta di risposte a Rama

Nella parte conclusiva della dichiarazione, News24 rivolge al primo ministro una serie di domande sulle ragioni delle pressioni denunciate e sul rapporto tra potere politico e informazione indipendente.

«Perché tutta questa pressione costante contro News24? Perché ti preoccupano i media liberi, la trasparenza e l’indipendenza dei giornalisti?», chiede l’emittente.

La televisione richiama poi il clima politico del Paese e le richieste di dimissioni rivolte al capo del governo: «Oggi il popolo attende le tue dimissioni: quando ascolterai gli albanesi?».

La dichiarazione si conclude con un appello alla responsabilità pubblica del premier: «Le risposte le devi al pubblico albanese».

La presa di posizione di News24 si inserisce nel più ampio confronto politico e istituzionale in Albania, riportando al centro il tema dell’indipendenza dei media e dei rapporti tra governo e giornalismo. Le accuse contenute nel comunicato rappresentano la versione dell’emittente; per una ricostruzione completa della vicenda restano importanti anche gli eventuali chiarimenti delle autorità e la verifica indipendente dei singoli episodi contestati.