Vittorio Sgarbi, il critico d’arte che ha trasformato la cultura in spettacolo

Vittorio Sgarbi si trova al Policlinico “Gemelli” di Roma. Il noto critico d’arte da mercoledì scorso è ricoverato in terapia intensiva: si è parlato di un’insufficienza respiratoria. Le sue condizioni sono critiche ma stabili.

Vittorio Sgarbi è stato uno dei personaggi più riconoscibili e controversi della cultura italiana degli ultimi decenni. Vittorio Sgarbi, critico e storico dell’arte, scrittore, curatore, uomo politico e volto televisivo, ha attraversato mondi diversi mantenendo sempre l’arte al centro del proprio percorso.

Nato a Ferrara l’8 maggio 1952, Sgarbi si è laureato in Filosofia all’Università di Bologna, con specializzazione in Storia dell’arte. La formazione accademica è rimasta il fondamento della sua attività di studioso e divulgatore. È stato docente di Storia della fotografia all’Università di Bologna e di Storia delle tecniche artistiche all’Università di Udine. Successivamente ha lavorato anche nella Soprintendenza ai Beni artistici e storici di Venezia. Ma il suo nome avrebbe presto superato i confini del mondo accademico.

Dall’arte alla televisione

Negli anni Ottanta e soprattutto negli anni Novanta Sgarbi ha costruito una modalità personale di raccontare l’arte, fatta di conoscenza, provocazione, polemica e linguaggio diretto.

Nel 1992 è arrivato in televisione con “Sgarbi quotidiani”, programma che ha condotto fino al 1999 e che ha contribuito a trasformarlo in un personaggio popolare ben oltre il pubblico degli appassionati d’arte. Nel 2000 ha ricevuto il Premio Internazionale Flaiano per la televisione.

La televisione lo ha reso una presenza familiare nelle case degli italiani. Ha partecipato a numerosi programmi e talk show, confrontandosi spesso con giornalisti, politici e altri protagonisti dello spettacolo. La sua comunicazione, caratterizzata da toni accesi e da frequenti scontri verbali, è divenuta parte integrante della sua notorietà.

La politica

Vittorio Sgarbi ha costruito una lunga esperienza politica.

Nel 1990 è stato eletto sindaco di San Severino Marche e nel 1992 è entrato alla Camera dei deputati. Negli anni successivi si è avvicinato a Forza Italia e ha proseguito l’attività parlamentare, arrivando anche al Parlamento europeo nel 1999.

Nel 2001 è tornato alla Camera divenendo sottosegretario ai Beni culturali. Nel 2006 è stato assessore alla Cultura del Comune di Milano, incarico mantenuto fino al 2008. Nello stesso anno è divenuto sindaco di Salemi, in provincia di Trapani.

La sua esperienza amministrativa sarebbe proseguita negli anni successivi con l’elezione a sindaco di Sutri, nel Viterbese, nel 2018, e poi, nel 2023, a sindaco di Arpino, nel Frusinate.

Dal 31 ottobre 2022 al 13 febbraio 2024 ha ricoperto nuovamente un incarico nazionale come sottosegretario di Stato alla Cultura nel governo Meloni.

Il rapporto con i musei e le grandi mostre

Se la politica e la televisione ne hanno costruito la notorietà popolare, è soprattutto nel mondo dell’arte che Sgarbi ha sviluppato una parte fondamentale della propria attività.

Nel corso della sua carriera ha curato mostre in Italia e all’estero, ricoperto incarichi in istituzioni culturali e diretto importanti progetti espositivi.

Nel 2010 è stato nominato soprintendente del Polo museale veneziano. Nel 2011 ha curato il Padiglione Italia alla 54ª Biennale di Venezia, collegando l’esposizione centrale a un più ampio progetto distribuito in diverse città italiane.

Ha inoltre ricoperto incarichi alla guida o all’interno di importanti istituzioni culturali, tra cui l’Accademia di Belle Arti di Urbino, il MART di Rovereto e Ferrara Arte.

Lo scrittore e lo storico dell’arte

Accanto alla televisione, alla politica e alla curatela, Sgarbi ha sviluppato una vastissima produzione editoriale.

Tra le opere più note figurano i diversi volumi del “Tesoro d’Italia”, un progetto dedicato alla storia dell’arte italiana attraverso artisti, opere e territori.

Ha scritto e pubblicato monografie e saggi dedicati, tra gli altri, a Caravaggio, Leonardo, Raffaello, Canova, Parmigianino e all’arte italiana del Novecento.

La bibliografia comprende anche opere dedicate al rapporto tra arte, bellezza, identità nazionale e patrimonio culturale.

Un personaggio impossibile da separare dalle polemiche

Nel racconto della sua vita pubblica, le controversie hanno accompagnato quasi ogni fase della carriera.

Il suo modo di comunicare, spesso aggressivo e volutamente provocatorio, lo ha portato a numerosi confronti televisivi e politici. Proprio questa capacità di dividere l’opinione pubblica ha contribuito a renderlo uno dei personaggi più riconoscibili della televisione e del dibattito culturale italiano.

Sgarbi ha fatto della provocazione anche uno strumento per portare l’arte fuori dai luoghi tradizionali della cultura, trasformando quadri, artisti e monumenti in argomenti da prima serata e da dibattito pubblico.

L’ultima fase

Gli ultimi anni della sua vita sono stati segnati anche da importanti problemi personali e di salute.

Nel 2025 Sgarbi è stato ricoverato per oltre un mese al Policlinico Gemelli di Roma dopo una profonda crisi depressiva, della quale parlò successivamente pubblicamente. Nel corso del 2026 era progressivamente tornato a partecipare ad appuntamenti culturali e pubblici.

Il 1° ottobre 2026 è arrivata la notizia di un nuovo ricovero al Policlinico Gemelli, in terapia intensiva. L’ospedale ha confermato il ricovero, mentre nelle prime ore non erano state rese note informazioni cliniche dettagliate sulle cause e sull’evoluzione della situazione.

L’eredità culturale

Al di là delle polemiche, dei ruoli politici e delle numerose apparizioni televisive, il percorso di Vittorio Sgarbi resta strettamente legato alla divulgazione dell’arte italiana.

Ha contribuito a portare nel dibattito popolare artisti, opere e luoghi spesso lontani dai circuiti della grande comunicazione. Ha scritto libri, organizzato mostre, diretto istituzioni culturali e utilizzato per decenni la televisione come strumento di divulgazione.

Una figura difficile da collocare in una sola definizione: critico d’arte, storico dell’arte, curatore, scrittore, amministratore pubblico, parlamentare e protagonista televisivo.

Per oltre mezzo secolo Sgarbi ha costruito una presenza pubblica riconoscibile e inconfondibile, diventando, nel bene e nel male, uno dei volti più singolari della cultura italiana contemporanea.