Fano. Sumud Italia, un anno di impegno per la Palestina: «Fatti, non parole»

A Fano il primo anniversario dell’associazione. Il giornalista Samir Al Qaryouti racconta una serata all’insegna della solidarietà e ricorda i progetti realizzati grazie alle donazioni degli italiani

FANO – «Fatti, non parole». È questo il messaggio che, secondo il giornalista Samir Al Qaryouti, sintetizza il primo anno di attività di Sumud Italia nelle Marche, celebrato sabato 5 settembre con un festival politico e una partecipazione significativa di pubblico a Fano.

Al Qaryouti, intervenuto alla manifestazione insieme a giornalisti, intellettuali e rappresentanti politici vicini alla causa palestinese, ha raccontato la propria impressione davanti a quello che definisce un esempio di «lavoro silenzioso» e di impegno concreto.

«Ho provato felicità e orgoglio per la quantità di impegno genuino, il lavoro silenzioso e l’azione prima delle parole», ha scritto il giornalista, sottolineando anche la partecipazione di ospiti arrivati da diverse città italiane e dall’estero. Alcuni, racconta, hanno raggiunto Fano da Londra, mentre una delle relatrici ha affrontato un viaggio di dieci ore per essere presente alla serata.

A guidare l’iniziativa sono stati il presidente di Sumud Italia Palestina e fondatore dell’associazione, l’architetto Ammar Hamadneh, e sua moglie Yasmin.

Dalla solidarietà ai progetti concreti

Il momento centrale della serata è stato il bilancio del primo anno di attività dell’associazione. Secondo quanto riferito da Al Qaryouti, attraverso le donazioni raccolte dalla popolazione italiana solidale con la Palestina, Sumud Italia ha sostenuto diversi progetti nella Striscia di Gaza.

Tra questi figurano la realizzazione della Scuola Sumud a Beit Lahia, la creazione di un asilo per bambini, l’organizzazione di centri per la distribuzione di aiuti materiali in diverse località della Striscia e un progetto di sostegno agli orfani di Gaza, attualmente in corso.

Un’attività che, nella lettura proposta dal giornalista, punta dunque a trasformare la solidarietà in interventi concreti destinati alla popolazione civile.

Da Emergency ad Amnesty, una rete di solidarietà

Alla manifestazione hanno partecipato anche realtà impegnate sul fronte umanitario e della solidarietà internazionale, tra cui Emergency, Amnesty International, Mediterranea Saving Humans, Medici Senza Frontiere e l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Tra le presenze ricordate con particolare riconoscenza da Al Qaryouti ci sono inoltre il vescovo di Fano, monsignor Andrea Andreozzi, e Adelmo Cervi, esponente della memoria della Resistenza italiana e figlio di Alcide Cervi, unico sopravvissuto della famiglia protagonista della storia dei Fratelli Cervi.

Cervi, racconta il giornalista, ha raggiunto Fano autonomamente da Reggio Emilia, percorrendo circa 400 chilometri per partecipare alla manifestazione.

Un impegno che guarda avanti

Nel suo resoconto, Al Qaryouti ha voluto rivolgere un ringraziamento anche a tutte quelle persone che lavorano lontano dai riflettori, citando in particolare Novella e il suo gruppo, Sergio e i suoi collaboratori, oltre ai partecipanti arrivati da Bologna, Modena, Padova, Gubbio e Venezia.

Un primo anniversario che, nelle parole del giornalista, non rappresenta dunque un punto di arrivo ma una nuova tappa di un percorso.

«Oggi Sumud e domani Sumud per sostenere la Palestina», è la conclusione del suo messaggio.