Aarau – «Non sappiamo ancora chi è responsabile e quale motivo ci sia dietro». È uno dei passaggi più importanti della conferenza stampa convocata dalle autorità dopo la notte di sangue ad Aarau, in Svizzera, dove una giovane donna è stata uccisa e altre cinque persone sono rimaste ferite durante un evento.
La polizia cantonale ha chiarito che l’operazione è ancora in corso e che gli investigatori non hanno, al momento, individuato né arrestato il responsabile. Le autorità hanno invitato a distinguere i fatti dalle speculazioni: l’obiettivo della conferenza era fornire alla popolazione «le informazioni» disponibili e presentare «i fatti che possiamo» verificare.
Gli investigatori stanno seguendo tre diverse piste investigative: terrorismo, estremismo e un possibile movente criminale ancora da chiarire. Nessuna delle tre, hanno sottolineato i responsabili della polizia, può al momento essere considerata prioritaria.
«Non posso dirvi che sia un motivo di terrorismo», è stato precisato durante le domande dei giornalisti. Il terrorismo, dunque, rimane un’ipotesi e non una conclusione investigativa. Gli inquirenti stanno lavorando parallelamente sulle altre piste e hanno ribadito di non voler speculare sui dettagli ancora sconosciuti.
La polizia ha confermato che la persona deceduta è una giovane donna, cittadina italiana e residente in Svizzera.
Sono invece cinque i feriti. Almeno uno di loro avrebbe riportato ferite gravi, ma secondo le informazioni disponibili durante la conferenza stampa nessuno dei feriti sarebbe in pericolo di vita. Le persone coinvolte erano giovani che partecipavano all’evento.
La centrale della polizia ha ricevuto la segnalazione alle 2.33. Dopo le prime informazioni, le autorità hanno fatto intervenire tutte le forze disponibili, comprese le formazioni specializzate dell’unità speciale.
L’obiettivo immediato era fermare l’autore dell’attacco, mettere in sicurezza l’area e prestare assistenza alle persone coinvolte. Successivamente è stata attivata una struttura investigativa speciale destinata a gestire un’operazione di questa gravità, sia nel caso di un’azione terroristica sia di un grave crimine.
Secondo quanto riferito in conferenza stampa, dopo l’attacco l’operazione è stata estesa a livello nazionale. Le indagini vengono condotte con il supporto di diverse strutture federali e cantonali, mentre sono coinvolte anche forze di polizia provenienti da altri cantoni, tra cui Berna, Soletta e Zurigo.
Gli investigatori stanno lavorando anche sulle numerose informazioni raccolte nelle ore successive all’attacco e sulle testimonianze relative alla dinamica dei fatti.
Un altro elemento emerso durante la conferenza riguarda il materiale sequestrato nell’ambito dell’indagine. La polizia ha riferito del ritrovamento di munizioni riconducibili a due diversi calibri, uno associato ad armi corte e un altro compatibile con armi lunghe.
Le autorità hanno tuttavia sottolineato che non è ancora possibile trarre conclusioni definitive da questi elementi.
Nonostante il responsabile non sia stato ancora individuato, la polizia ha cercato di rassicurare la popolazione.
Secondo le informazioni fornite durante la conferenza, non vi sono indicazioni che il pericolo sia ancora presente ad Aarau o nel Cantone di Argovia. Le autorità ritengono che il livello di rischio non sia superiore a quello del resto della Svizzera, pur mantenendo un dispositivo di sicurezza rafforzato proprio perché l’autore non è ancora stato identificato e arrestato.
Per questo motivo sono state rafforzate le misure di sicurezza in alcuni punti sensibili e sono stati impiegati circa 30 agenti aggiuntivi per garantire la sicurezza pubblica.
Durante il confronto con i giornalisti è stata posta anche la questione della possibile presenza di più aggressori. La risposta delle autorità è stata netta: gli eventuali autori non sono ancora stati identificati.
Sono arrivate segnalazioni relative alla possibile presenza di due persone, ma la polizia ha precisato di non poter confermare al momento questo elemento né ricostruire con certezza come gli eventuali responsabili siano riusciti ad allontanarsi.
Le indagini proseguiranno per tutta la notte. Sul terreno rimangono operative le unità specializzate, gli investigatori della polizia criminale e le squadre tecniche, con il sostegno di altre forze cantonali.
Il punto centrale, al momento, resta quindi uno: una giovane donna è morta, cinque persone sono rimaste ferite e chi ha aperto il fuoco non è ancora stato identificato. Il movente resta sconosciuto e la polizia mantiene aperte tre piste investigative, senza indicarne ancora una come prevalente.
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