Nuovo allarme nel cuore della catastrofe himalayana. Una nuova frana è stata individuata da un drone nei pressi del valico di Gyirong, in Tibet, a circa 2,8 chilometri dal lago barriera già formatosi sul fiume Puruoqiang Zangbu.
Il movimento franoso ha creato un nuovo sbarramento naturale, formando un altro lago e aumentando i rischi per l’area già devastata dalle alluvioni. Le autorità cinesi hanno quindi ordinato il trasferimento dei soccorritori in una zona più sicura e stanno monitorando costantemente la situazione con droni.
È un ulteriore segnale della straordinaria instabilità della regione, dove nuove frane e improvvisi aumenti del livello dei fiumi possono provocare altre ondate di piena.
Intanto continua a crescere il bilancio della tragedia al confine tra Nepal e Tibet: almeno 691 persone sono morte e oltre 3.000 risultano ancora disperse nei due versanti. In Tibet sono state confermate 16 vittime e 546 dispersi, mentre in Nepal il bilancio è ancora più pesante, con centinaia di morti e migliaia di persone ancora introvabili.
Le squadre di soccorso continuano le ricerche, ma il terreno devastato, le infrastrutture distrutte e il pericolo di nuovi movimenti franosi rendono le operazioni estremamente difficili.
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