Primo Piano

Il nodo Vannacci nel centrodestra: la maggioranza del 2027 può pesare sul Quirinale dopo Mattarella

Se la politica fosse prevedibile, per conoscere in anticipo il vincitore delle elezioni basterebbe guardare gli ultimi sondaggi consentiti prima del voto. Ma il consenso elettorale non si misura soltanto sommando percentuali.

Gli elettori, al netto dello zoccolo duro ideologico e sentimentale che vota a prescindere, reagiscono anche alla composizione delle coalizioni. La somma dei consensi attribuiti dai sondaggi ai singoli partiti non determina automaticamente il risultato della coalizione. Si vota una forza anche in funzione dell’alleanza nella quale si presenta. E, quando quella combinazione non convince, si può scegliere altrove, anche nel campo opposto.

È un fattore destinato a pesare se la riforma elettorale sostenuta dalla destra sarà approvata dal Senato. La discussione dovrebbe partire a settembre, in tempo per un’eventuale elezione anticipata rispetto alla scadenza naturale della legislatura, prevista per settembre 2027.

Il centrodestra si trova così davanti a un dilemma strategico: includere o meno il partito di Vannacci. Con il 7% circa attribuitogli dai sondaggi, Futuro Nazionale potrebbe risultare decisivo per superare la soglia del 42% e ottenere il premio di maggioranza.

Il punto, però, non è soltanto quanto consenso possa portare Vannacci. È quanto consenso potrebbe far perdere agli altri partiti della coalizione.

Se il nuovo sistema elettorale producesse una maggioranza ampia e compatta, la posta in gioco andrebbe ben oltre la durata del prossimo governo. Una maggioranza parlamentare particolarmente solida avrebbe infatti un peso rilevante anche nella partita per il Quirinale.

Il mandato di Sergio Mattarella scadrà nel 2029, salvo un eventuale anticipo. Sarà il Parlamento a eleggere il nuovo presidente della Repubblica e la maggioranza uscita dalle elezioni del 2027, se confermata e sufficientemente ampia, avrebbe un ruolo determinante nella scelta del successore. Non significherebbe disporre automaticamente dei numeri necessari per eleggerlo, ma certamente partire da una posizione di forza nella trattativa con le altre forze parlamentari.

È anche per questo che il nodo Vannacci assume una dimensione politica più ampia. Il suo eventuale ingresso nella coalizione non riguarda soltanto la possibilità di superare una soglia elettorale e conquistare il premio di maggioranza. Riguarda la fisionomia stessa della futura maggioranza e, indirettamente, gli equilibri istituzionali destinati a emergere nel Parlamento che sarà chiamato a eleggere il successore di Mattarella.

Ma il passaggio elettorale resta tutt’altro che scontato. Non è detto che l’intero elettorato di centrodestra sia disposto a votare una coalizione insieme a Vannacci, soprattutto per le sue posizioni più radicali sui diritti civili, sulla società e sui rapporti tra uomini e donne.

I primi segnali di disagio arrivano da Forza Italia. L’area berlusconiana punta a una caratterizzazione più liberale e libertaria del partito, mentre la presenza di Vannacci rischia di entrare in conflitto con questa impostazione. Il problema, per gli azzurri, è concreto: una maggiore centralità di Vannacci potrebbe tradursi in una perdita di consensi per Forza Italia.

Anche in Fratelli d’Italia le posizioni più controverse del generale possono creare difficoltà e sottrarre consenso. Giorgia Meloni, per ora, esclude collaborazioni con Futuro Nazionale. Matteo Salvini continua invece a indicare per la Lega l’obiettivo della doppia cifra, mentre deve fare i conti con la fronda interna che chiede un rinnovamento della leadership. Il prossimo appuntamento di Pontida potrebbe misurare la consistenza del dissenso.

Sul fronte opposto, nel Pd cresce il peso dell’area che si definisce riformista. Gori, Malpezzi, Delrio, Fassino, Guerini e Quartapelle si muovono in una direzione centrista e guardano con attenzione a Matteo Renzi.

Italia Viva, accreditata dai sondaggi intorno al 2,5%, conduce da tempo una battaglia politica contro Elly Schlein, anche attraverso l’attacco alla premier Meloni. L’obiettivo dei renziani sarebbe mettere in discussione l’attuale ipotesi di alleanza tra Pd e Movimento 5 Stelle, favorendo uno schema diverso: Forza Italia fuori dall’orbita di Vannacci e dentro una coalizione con un Pd più moderato, insieme alle forze centriste.

È uno scenario politicamente complesso, ma non impossibile. E dimostra quanto gli equilibri possano cambiare quando dalle percentuali dei sondaggi si passa alla scelta concreta degli elettori.

C’è infine un paradosso. Una strategia pensata per rafforzare un’area politica può finire per indebolirla. Se Renzi contribuisce a erodere ulteriormente la fiducia degli elettori di sinistra nel Pd, rischia di sottrarre consensi proprio alla coalizione che vorrebbe contribuire a costruire. La sua dote elettorale resta modesta, così come quella di +Europa, mentre resta da capire se una parte dell’elettorato moderato di destra sarebbe disponibile a cambiare schieramento pur di evitare un’alleanza con Vannacci.

Alla fine, i sondaggi possono indicare una tendenza, ma non fotografano la complessità delle scelte elettorali. E nel 2027, dietro la sfida per Palazzo Chigi, potrebbe già intravedersi quella per il Quirinale del 2029.

Redazione

Recent Posts

L’uomo che ha esplorato le profondità dell’Argentina: Ricardo Juan Calegari ospite de “L’Approfondimento”

Venerdì 4 settembre, alle 19:30 ora di Madrid, 14:30 a Buenos Aires e 13:30 a…

31 minuti ago

Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba: è grave. Tajani: «Prego per la sua salute»

L’ex deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista è ricoverato in un ospedale dell’Avana,…

5 ore ago

Senza acqua tra Gubbio e Perugia: disagi a Piccione, Fratticciola, Santa Cristina e Petroia: rotta la “Scirca”

Guasto in località Biscina all’importante adduttrice che rifornisce numerosi sistemi idrici dell’Alto Chiascio e del…

7 ore ago

Briatico e Vibo Marina ricordano Leoluca Fedele, il nipote Paolo: «43 anni dopo, onore a un Eroe»

Il 29 agosto 1983 la Guardia Giurata Leoluca Fedele venne uccisa durante una rapina mentre…

9 ore ago

Samir Al Qaryouti, una vita tra Palestina, Perugia, Bologna e Roma: «La pace deve essere equa, non dei prepotenti»

C'è una storia personale che attraversa oltre mezzo secolo di giornalismo, il Medio Oriente, l'Italia,…

10 ore ago

Ranucci da Favignana: mi sospendono, ma non mi fermeranno

«Grazie a Favignana per l'abbraccio commovente con cui mi ha accolto dopo la notizia della…

11 ore ago