Terremoto di magnitudo 7,2 scuote il Perù: paura da Ayacucho a Lima, autorità al lavoro per verificare i danni
Un forte terremoto di magnitudo 7,2 ha scosso nel pomeriggio di giovedì 20 agosto la regione di Ayacucho, nel sud del Perù, provocando momenti di forte paura tra la popolazione e facendo tremare un’ampia area del Paese. Il movimento tellurico è stato registrato alle 13:00:16 ora locale, corrispondenti alle 20:00:16 in Italia, con epicentro a circa 35 chilometri a nord della località di Coracora, nella provincia di Parinacochas. Il dato è quello diffuso dal Centro Sismologico Nazionale dell’Istituto Geofisico del Perù (IGP), che ha indicato una profondità di 108 chilometri.
Mentre in Perù il terremoto si è verificato poco dopo l’una del pomeriggio, in Italia erano da poco trascorse le 20. Il sisma, dunque, è avvenuto nella prima serata italiana, mentre in Perù era ancora pieno giorno. La differenza tra i due Paesi in questo periodo dell’anno è di sette ore.
Secondo l’IGP, l’intensità massima registrata nell’area di Coracora è stata compresa tra III e IV grado. Nonostante la notevole magnitudo, la grande profondità dell’evento ha contribuito a distribuire le onde sismiche su un’area molto estesa. Il terremoto è stato infatti avvertito in numerose località del Perù, anche molto lontane dall’epicentro.
La paura da Ayacucho fino a Lima
Il capo dell’IGP, Hernando Tavera, ha spiegato ai media peruviani che la profondità di 108 chilometri ha fatto sì che la percezione del terremoto fosse particolarmente ampia. Il movimento è stato avvertito nella parte settentrionale della regione di Arequipa, a Ica e Abancay, oltre che nella capitale Lima. Altre segnalazioni hanno riguardato Cusco e Ilo.
Le prime testimonianze raccolte dalle autorità hanno descritto una popolazione comprensibilmente spaventata. In diverse località le persone sono uscite dagli edifici e si sono riversate nelle strade per timore di possibili conseguenze. Il responsabile dell’IGP ha tuttavia invitato ad attendere le verifiche ufficiali, sottolineando che, nelle prime fasi successive al terremoto, non emergevano elementi tali da far pensare a uno scenario particolarmente grave.
La situazione è rimasta comunque sotto osservazione proprio per la particolare conformazione dell’area interessata. La provincia di Parinacochas comprende numerosi centri abitati dove sono presenti costruzioni realizzate con materiali tradizionali e strutture che possono risultare più vulnerabili davanti a un terremoto di questa intensità.
Il sindaco di Parinacochas chiede aiuto
Tra i primi a lanciare un appello alle autorità è stato il sindaco provinciale di Parinacochas, Tony Reyes Anampa, che ha chiesto il rafforzamento degli interventi e il sostegno delle autorità regionali e nazionali.
Il timore principale riguarda le abitazioni situate soprattutto nell’area a nord di Coracora. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, molti immobili sono costruiti prevalentemente in adobe e calamina, materiali che possono essere particolarmente esposti alle conseguenze di un forte movimento tellurico.
Il sindaco ha chiesto quindi di attivare i livelli di assistenza necessari e di procedere rapidamente con le verifiche sul territorio. La priorità, nelle prime ore, è stata quella di comprendere se vi fossero persone coinvolte, edifici danneggiati o situazioni di particolare criticità.
L’appello è arrivato mentre le autorità locali stavano ancora raccogliendo informazioni dai diversi distretti della provincia. Proprio per questo il quadro definitivo della situazione non poteva essere stabilito immediatamente dopo il terremoto.
Il rapporto del COEN: dove il terremoto è stato sentito più forte
Importanti indicazioni sono arrivate anche dal Centro de Operaciones de Emergencia Nacional (COEN), che ha iniziato a raccogliere le segnalazioni provenienti dalle autorità locali.
Il movimento è stato percepito in maniera forte nei distretti di Coracora, Chumpi, Coronel Castañeda, Pacapausa, Pullo, Puyusca, San Francisco de Ravavayco e Upahuacho, tutti appartenenti alla provincia di Parinacochas, nella regione di Ayacucho. Una percezione forte è stata segnalata anche nel distretto di Nazca, nella regione di Ica.
Il terremoto è stato invece percepito in maniera moderata nelle aree di Ica e Pisco, mentre una percezione più lieve è stata registrata in diversi distretti delle regioni di Apurímac e Moquegua.
Tra le località indicate nel rapporto figurano Aymaraes, Cotabamba e Andahuaylas, in Apurímac, e diversi distretti di Moquegua, tra cui Omate, Chojata, Coalaque, Ichuña, La Capilla, Lloque, Matalaque, Puquina, Quinistaquillas, Ubinas e Yunga.
Questi dati confermano quanto spiegato dall’IGP: nonostante l’epicentro sia localizzato nell’area di Coracora, la profondità dell’evento ha consentito alle onde sismiche di essere avvertite a grande distanza.
Nessuna allerta tsunami
Uno degli interrogativi immediatamente successivi a un terremoto di questa magnitudo riguarda sempre il possibile rischio di tsunami. In questo caso, però, le autorità peruviane hanno escluso l’attivazione di un’allerta.
La Dirección de Hidrografía y Navegación della Marina de Guerra del Perú ha comunicato che il terremoto di magnitudo 7,2 registrato ad Ayacucho non genera un’allerta tsunami lungo il litorale peruviano.
La notizia ha contribuito a ridurre almeno una parte delle preoccupazioni, soprattutto nelle aree costiere dove il terremoto è stato percepito. Anche successivi rapporti internazionali hanno confermato l’assenza di un rischio tsunami associato all’evento.
Il terremoto percepito anche nella capitale
Particolarmente significativa è stata la percezione del sisma a Lima, distante centinaia di chilometri dall’epicentro.
La capitale peruviana è stata interessata da un movimento avvertito dalla popolazione, seppure con intensità inferiore rispetto alle zone più vicine all’epicentro. Anche Arequipa, Ica, Abancay e altre aree del centro e del sud del Paese hanno registrato il terremoto.
Il fatto che il sisma sia stato avvertito su un territorio così vasto ha contribuito ad alimentare la preoccupazione. Le autorità hanno quindi invitato la popolazione a fare riferimento esclusivamente alle comunicazioni ufficiali dell’IGP e degli organismi di protezione civile.
L’IGP ha inoltre ricordato che è l’unico organismo dello Stato peruviano incaricato di diffondere le informazioni sismiche ufficiali attraverso la propria rete di stazioni. Un richiamo particolarmente importante in una fase nella quale sui social network iniziano spesso a circolare informazioni non verificate.
Dati diversi dagli organismi internazionali
Un elemento da segnalare riguarda la differenza tra le rilevazioni dell’istituto sismologico peruviano e quelle di altri organismi internazionali.
L’Istituto Geofisico del Perù ha classificato l’evento con una magnitudo di 7,2, epicentro a 35 chilometri a nord di Coracora e profondità di 108 chilometri. Sono questi i dati da utilizzare come riferimento principale quando si descrive la risposta delle autorità peruviane.
Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) ha invece fornito una stima differente, indicando una magnitudo di 6,7, una profondità di circa 66 chilometri e un’area epicentrale leggermente diversa.
La differenza non significa necessariamente che uno dei due organismi abbia sbagliato: le stime sismologiche possono essere ricalcolate e differire in funzione dei dati utilizzati, della rete di rilevamento e dei metodi di elaborazione.
Le prime verifiche sul territorio
Proseguono le operazioni di monitoraggio e valutazione. Le autorità hanno dovuto verificare soprattutto le condizioni degli edifici nelle aree più vicine all’epicentro, dove la presenza di abitazioni in adobe rende più delicata la valutazione.
Le prime informazioni diffuse dai media e dagli organismi ufficiali non indicavano un bilancio di vittime o feriti gravi. Alcune fonti hanno tuttavia riferito di caduta di rocce e possibili danni minori ad alcune abitazioni, mentre le squadre sul territorio continuavano a raccogliere dati.
È quindi importante non considerare definitivo il primo bilancio. Dopo un terremoto di questa intensità, soprattutto in territori montani e caratterizzati da collegamenti difficili, possono essere necessarie diverse ore prima di avere un quadro completo delle conseguenze.
Un Paese abituato ai terremoti
Il Perù si trova lungo il Cinturone di Fuoco del Pacifico, una delle aree del pianeta maggiormente interessate dall’attività sismica. I terremoti sono quindi un fenomeno ricorrente, ma la loro intensità e soprattutto le caratteristiche degli edifici possono determinare conseguenze molto diverse da un evento all’altro.
Il terremoto di Ayacucho ha riportato ancora una volta al centro dell’attenzione il tema della vulnerabilità degli edifici e della preparazione della popolazione. Il richiamo delle autorità è stato quello di mantenere la calma, seguire le indicazioni ufficiali e non diffondere informazioni non confermate.
L’IGP ha ribadito inoltre un concetto fondamentale: i terremoti non possono essere previsti attraverso metodi scientifici attualmente disponibili. Per questo la preparazione e la prevenzione rimangono gli strumenti fondamentali per ridurre il rischio.
La situazione resta sotto osservazione
L”attenzione resta concentrata sulla provincia di Parinacochas e soprattutto sull’area di Coracora. Il dato più importante è che il forte sisma ha provocato una vasta percezione del movimento, ma non è emerso, nelle prime valutazioni, un bilancio di vittime o danni catastrofici.
Le autorità locali e nazionali continuano tuttavia a monitorare la situazione e a raccogliere le segnalazioni provenienti dai comuni. Particolare attenzione è rivolta alle abitazioni più vulnerabili e alle infrastrutture presenti nelle zone maggiormente interessate.
