Granada trema ancora: nuova sequenza di terremoti, feriti e danni. Paura per le forti scosse nell’area metropolitana
La terra torna a tremare con forza a Granada e riaccende l’allarme tra la popolazione. Dopo la sequenza sismica che aveva già caratterizzato il fine settimana, una nuova serie di scosse ha colpito la provincia nella mattinata di martedì, provocando momenti di forte paura, nuovi danni, caduta di calcinacci e tre feriti, fortunatamente giudicati lievi. Il primo terremoto, registrato alle 10:35, ha raggiunto una magnitudo provvisoria di 4,8, con epicentro a Gójar e ipocentro superficiale. Una scossa che, proprio per la sua ridotta profondità, è stata avvertita con particolare intensità non soltanto a Granada e nei comuni dell’area metropolitana, ma in una vasta parte dell’Andalusia e anche in altre zone della Spagna.
Il nuovo episodio ha riportato immediatamente alla memoria dei residenti le scosse registrate nei giorni precedenti. Molti cittadini, già provati psicologicamente dalla sequenza sismica del weekend, si sono riversati in strada al primo forte movimento. In diversi edifici sono stati segnalati nuovi problemi, mentre squadre dei vigili del fuoco, della Guardia Civil e degli altri servizi di emergenza hanno avviato controlli e verifiche nelle aree maggiormente interessate.
Il terremoto principale è durato circa dieci secondi, un tempo sufficiente a provocare grande apprensione soprattutto nelle zone in cui il movimento è stato percepito con intensità maggiore. Poco dopo la prima scossa sono iniziate le repliche, alcune delle quali nuovamente abbastanza forti da essere avvertite dalla popolazione.
La prima scossa: magnitudo 4,8 ed epicentro a Gójar
Secondo le prime stime dell’Instituto Geográfico Nacional (IGN), il terremoto principale ha avuto una magnitudo di 4,8, con epicentro nel territorio di Gójar. L’evento si è verificato alle 10:35 e ha avuto una profondità superficiale.
L’intensità percepita è stata stimata tra V e VI nelle aree maggiormente vicine all’epicentro, con particolare riferimento alla zona meridionale di Granada e all’area metropolitana. La superficialità del sisma ha fatto sì che le vibrazioni fossero percepite distintamente in numerosi comuni.
Il momento della scossa è stato immortalato anche dalle telecamere di sicurezza di una parruccheria situata nel centro di Granada. Le immagini hanno registrato il movimento improvviso degli ambienti e mostrano quanto rapidamente la scossa abbia sorpreso le persone presenti.
Per molti cittadini si è trattato di un’esperienza particolarmente traumatica, soprattutto perché arrivata dopo giorni caratterizzati da altre scosse e da una crescente preoccupazione per la possibilità che l’attività sismica potesse riprendere vigore.
La scossa avvertita in gran parte della provincia
L’IGN ha segnalato un’intensità di V-VI soprattutto nella zona meridionale della capitale e nell’area metropolitana. Tra i comuni interessati figurano Armilla, Churriana de la Vega, Las Gabias, Alhendín e Otura, oltre a numerosi altri centri.
La scossa, tuttavia, non è rimasta circoscritta all’area immediatamente vicina all’epicentro. Il terremoto è stato percepito in diverse zone della provincia di Granada, dalla Costa Tropical all’Alpujarra, passando per i Montes Orientales e le aree settentrionali.
Le vibrazioni sono state inoltre segnalate fuori dalla provincia, interessando parti di Jaén, Almería e Córdoba. In altre regioni spagnole il movimento è stato avvertito anche a Ciudad Real, Albacete, Murcia e Madrid.
Una diffusione così ampia ha contribuito ad alimentare la preoccupazione, con numerose persone che hanno contattato i servizi di emergenza per chiedere informazioni, segnalare danni o semplicemente cercare rassicurazioni.
Tre feriti, una minorenne trasferita in ospedale
Il terremoto ha provocato anche conseguenze sul piano sanitario. Il vicepresidente della Junta de Andalucía e responsabile di Presidenza, Sanità ed Emergenze, Antonio Sanz, ha confermato che tre persone sono rimaste ferite a causa del sisma di magnitudo 4,8.
Secondo quanto riferito dall’esponente della Junta, tutti i feriti sono stati classificati come casi di lieve entità. Una delle persone coinvolte, una giovane minorenne, è stata comunque trasferita in ospedale per le necessarie valutazioni e cure.
Nel complesso, il sistema sanitario e quello dell’emergenza hanno dovuto gestire una situazione caratterizzata anche da numerosi episodi di forte paura. Sono state infatti segnalate persone colpite da crisi d’ansia, oltre a casi legati a cadute o piccoli traumi provocati dalla concitazione del momento.
Il bilancio sanitario, almeno secondo le informazioni disponibili, resta dunque fortunatamente contenuto rispetto alla forza e alla diffusione del terremoto. Ma l’impatto psicologico sulla popolazione è significativo.
Oltre 500 chiamate al servizio di emergenza
Il numero delle richieste di aiuto e di informazioni è stato elevato. Antonio Sanz ha riferito che sono arrivate oltre 500 chiamate alla sala del 112 dell’Agenzia Andalusa per le Emergenze.
Le telefonate hanno riguardato segnalazioni di possibili danni, richieste di assistenza, dubbi sulle condizioni degli edifici e necessità di intervento sanitario.
Il dato restituisce la dimensione della paura vissuta dalla popolazione. In molti casi, infatti, l’emergenza non è stata determinata soltanto da danni materiali, ma dalla necessità di ricevere indicazioni immediate dopo una scossa percepita come particolarmente violenta.
Le autorità hanno quindi insistito sulla necessità di mantenere la calma e di affidarsi esclusivamente alle comunicazioni ufficiali, evitando la diffusione di informazioni non verificate.
Una sequenza di repliche che non dà tregua
La scossa principale non ha rappresentato un episodio isolato. Dopo il terremoto delle 10:35, Granada è stata interessata da una serie di nuove scosse.
Alle 10:53 è stata registrata una replica nell’area di Churriana de la Vega, con magnitudo indicata nel materiale disponibile come 4,2 e profondità superficiale. Sebbene inferiore alla scossa principale, anche questo movimento è stato percepito dalla popolazione.
Alle 11:34 una nuova scossa ha interessato Alhendín, raggiungendo magnitudo 3,9 e una profondità di circa cinque chilometri.
Un’altra forte replica è arrivata alle 12:39, ancora con epicentro nell’area di Alhendín, e con magnitudo 4. Anche questo terremoto è stato avvertito distintamente nella zona meridionale della capitale e nell’area metropolitana.
Nel complesso, secondo quanto riferito dalle autorità, nella mattinata si sono susseguiti diversi eventi sismici, con almeno quattro scosse superiori alla magnitudo 4 all’interno della sequenza.
Una situazione che ha avuto un forte impatto sulla popolazione, soprattutto perché nei giorni precedenti sembrava che l’attività sismica stesse progressivamente diminuendo.
La calma del mattino interrotta improvvisamente
Prima della nuova forte scossa, il quadro sembrava infatti essersi temporaneamente stabilizzato. Dalla mezzanotte fino alla nuova scossa della mattinata, l’IGN aveva registrato soltanto alcune repliche di bassa intensità, non percepite dalla maggior parte della popolazione.
La relativa calma aveva fatto pensare che la fase più intensa dell’episodio sismico potesse essere ormai terminata.
Poi, alle 10:35, la nuova scossa di magnitudo 4,8 ha cambiato nuovamente il quadro.
Per i cittadini di Granada, il ritorno delle forti vibrazioni ha significato rivivere la paura dei giorni precedenti. In molte zone sono tornate le immagini di persone in strada, residenti allontanatisi dagli edifici e commercianti usciti dai locali per precauzione.
Il carattere ripetitivo degli eventi ha inoltre aumentato la sensazione di insicurezza, con molte persone che hanno scelto di lasciare temporaneamente la città o di spostarsi verso località considerate più tranquille.
Danni agli edifici e strade interessate dalla caduta di calcinacci
Oltre alla paura, i terremoti hanno provocato diversi danni materiali.
La sindaca di Granada, Marifrán Carazo, ha riferito che sono stati individuati nove edifici con danni importanti e che sette strade sono state chiuse a causa della caduta di calcinacci e altri materiali.
Particolare attenzione è stata riservata al rischio rappresentato da elementi che potrebbero staccarsi dalle strutture, come cornicioni, balconi, facciate e camini.
È stato inoltre disposto il divieto di accesso al parco di via Baden Powell, a causa del rischio legato alla possibile caduta della ciminiera di Fermasa.
Le autorità locali hanno sottolineato che non risultano, secondo le verifiche disponibili nel momento delle dichiarazioni, danni strutturali tali da far temere un collasso generalizzato degli edifici. Le squadre tecniche hanno comunque proseguito le ispezioni per individuare eventuali situazioni di pericolo.
Vigili del fuoco e Guardia Civil mobilitati
L’apparato di emergenza è stato rafforzato per consentire un controllo capillare del territorio.
La Guardia Civil ha mobilitato numerosi uomini nelle aree colpite, con l’impiego di pattuglie della sicurezza cittadina, della USECIC, dell’unità del traffico e del SEPRONA, il servizio dedicato alla protezione della natura.
Anche i vigili del fuoco sono stati impegnati in numerose verifiche. Le squadre hanno effettuato sopralluoghi nei quartieri della capitale e nei comuni dell’area metropolitana, controllando strade, edifici e strutture potenzialmente interessate dalle scosse.
Nel quartiere Zaidín, in particolare, le brigate dei vigili del fuoco hanno effettuato controlli sistematici, fermandosi in diversi punti per verificare le condizioni degli edifici e delle strade.
L’obiettivo principale è stato quello di individuare tempestivamente eventuali situazioni di rischio e impedire che persone o veicoli potessero trovarsi nelle zone interessate da possibili ulteriori distacchi.
Attivato il piano di emergenza sismica
La Junta de Andalucía ha mantenuto attiva la fase di emergenza, situazione operativa 1, del Piano di emergenza dell’Andalusia per il rischio sismico a Granada.
Il piano era stato attivato dopo il terremoto di magnitudo 5 registrato nei giorni precedenti con epicentro ad Alhendín.
Antonio Sanz ha annunciato la convocazione del comitato consultivo previsto dal piano di emergenza e ha confermato l’intenzione di raggiungere Granada per partecipare alle valutazioni sul campo.
Le squadre impegnate nell’emergenza devono infatti verificare non soltanto i danni già visibili, ma anche eventuali situazioni che potrebbero diventare pericolose in caso di ulteriori scosse.
Il messaggio delle autorità è stato ripetuto più volte: serenità, prudenza e attenzione alle informazioni ufficiali.
La città reagisce: chiusi gli edifici comunali
Di fronte alla successione delle scosse, il Comune di Granada ha adottato una serie di misure preventive.
È stata decisa la chiusura temporanea degli edifici e delle strutture comunali aperti al pubblico. La misura è stata motivata esclusivamente da ragioni di prudenza e prevenzione.
Restano operativi i servizi di emergenza e quelli considerati essenziali per l’assistenza alla popolazione.
La scelta riguarda anche alcuni dei luoghi più importanti e frequentati della città. La Alhambra è stata evacuata preventivamente, così come la Cattedrale di Granada.
Non si tratta, secondo le autorità, di una decisione legata alla presenza di danni strutturali tali da determinare un’immediata emergenza, ma di una misura cautelativa adottata per ridurre i rischi mentre vengono effettuate le verifiche tecniche.
Anche la Diputación de Granada ha adottato misure analoghe, disponendo la chiusura al pubblico degli edifici amministrativi, dei musei e della Ciudad Deportiva.
Sono rimasti operativi esclusivamente i centri assistenziali provinciali necessari a garantire la continuità dei servizi agli utenti.
Evacuate anche alcune strutture assistenziali
Nei centri sociali gestiti dalla Diputación, gli utenti delle strutture La Milagrosa e Reina Sofía sono stati accompagnati all’esterno mentre tecnici e vigili del fuoco effettuavano le necessarie valutazioni.
All’interno di queste strutture è presente anche il Centro Provinciale di Coordinamento delle Emergenze, dal quale le autorità hanno seguito l’evoluzione della situazione.
La gestione dell’emergenza si è dunque sviluppata su più livelli: monitoraggio sismico, controllo degli edifici, assistenza sanitaria, gestione della viabilità e comunicazione con la popolazione.
La centrale delle emergenze sommersa dalle chiamate
Anche la macchina organizzativa del Comune è stata sottoposta a una forte pressione.
Dopo il terremoto di magnitudo 4,8, la centrale municipale ha ricevuto 229 chiamate, delle quali 168 rivolte ai vigili del fuoco e 61 alla Polizia Locale.
Il dato evidenzia quanto sia stata immediata la reazione dei cittadini.
Le richieste hanno riguardato soprattutto segnalazioni di danni, caduta di oggetti e calcinacci, problemi agli edifici e necessità di controlli.
La priorità delle autorità è stata quindi quella di classificare le segnalazioni in base alla gravità e di inviare le squadre nelle zone maggiormente esposte.
La Polizia Locale è stata inoltre rafforzata con nuove pattuglie. Sono state previste 16 pattuglie nel pomeriggio e altre 10 durante la notte, con il compito di controllare le strade e raccogliere eventuali nuove segnalazioni.
Una città segnata dalla paura
Al di là dei danni materiali, ciò che emerge dalla sequenza sismica è soprattutto la crescente tensione psicologica tra i residenti.
Molti cittadini hanno raccontato momenti di panico e la difficoltà di tornare alla normalità dopo giorni caratterizzati da scosse.
Il problema è particolarmente evidente per chi vive in edifici nei quali sono comparsi nuovi segni, crepe o distacchi di materiali. Anche quando non vi è un danno strutturale, la semplice comparsa di una nuova fessura può alimentare il timore che l’edificio non sia più sicuro.
Le autorità hanno quindi invitato i cittadini a non effettuare valutazioni autonome sulla sicurezza delle strutture e a segnalare qualsiasi problema ai servizi competenti.
La corsa agli sportelli per chiedere aiuto
Parallelamente all’emergenza sismica, a Granada è stata attivata una struttura di assistenza dedicata alle persone che hanno subito danni.
Il Centro Cívico del Zaidín ha iniziato a ricevere cittadini interessati a ottenere informazioni su cosa fare in presenza di crepe, distacchi o altri problemi causati dai terremoti.
Già dalle 10 del mattino si era formata una coda.
Alcuni cittadini hanno riferito di essersi presentati direttamente allo sportello senza appuntamento, dopo aver incontrato difficoltà nel contattare telefonicamente il servizio. I telefoni, secondo le testimonianze raccolte, risultavano in molti casi saturi.
La necessità di assistenza è quindi emersa contemporaneamente al ritorno delle forti scosse.
Una situazione che ha reso ancora più complessa la gestione dell’emergenza, perché mentre i tecnici erano impegnati nei sopralluoghi, molti residenti cercavano informazioni sulle procedure da seguire per segnalare i danni.
Anche la popolazione lascia temporaneamente Granada
La sequenza di terremoti ha prodotto anche un fenomeno di spostamento della popolazione.
Molti residenti di Granada e dell’area metropolitana hanno scelto di allontanarsi temporaneamente dalla città, dirigendosi verso la Costa Tropical o verso province vicine, tra cui Málaga e Jaén.
Una sorta di esodo determinato più dalla paura e dalla necessità di sentirsi al sicuro che da un ordine ufficiale di evacuazione generalizzata.
La decisione di lasciare temporaneamente la propria abitazione è stata presa soprattutto da chi vive in edifici nei quali sono comparsi danni visibili o da persone particolarmente preoccupate per la continua successione di scosse.
La situazione, tuttavia, resta monitorata dalle autorità, che invitano a non alimentare allarmismi e a basarsi esclusivamente sulle informazioni ufficiali.
Le raccomandazioni: niente ascensore e attenzione alle facciate
Protezione Civile ha diffuso una serie di indicazioni rivolte alla popolazione.
La prima raccomandazione è quella di mantenere la calma e seguire le indicazioni delle autorità.
In caso di terremoto, viene ricordato di non utilizzare gli ascensori. Se ci si trova all’interno di un’abitazione, è opportuno allontanarsi dalle finestre e cercare riparo sotto un tavolo o in una posizione protetta.
Se un edificio presenta crepe o altri danni, è necessario evitare di avvicinarsi alle zone interessate e seguire le indicazioni dei tecnici e dei soccorritori.
All’esterno, invece, è fondamentale mantenersi lontani da facciate, cornicioni, balconi, muri, pali e qualsiasi altro elemento che potrebbe staccarsi o cadere.
Le autorità hanno inoltre invitato a evitare spostamenti inutili dentro e fuori dagli edifici e a non diffondere informazioni non verificate attraverso i social network.
Una situazione ancora sotto osservazione
La nuova sequenza di terremoti dimostra che l’attività sismica nell’area di Granada non può ancora essere considerata conclusa.
Il fatto che, dopo una fase di relativa calma, si sia verificata una nuova scossa di magnitudo 4,8, seguita da ulteriori repliche, ha spinto le autorità a mantenere elevato il livello di attenzione.
Per la popolazione, l’aspetto più difficile resta l’incertezza. Ogni nuova vibrazione può essere interpretata come il possibile inizio di un altro terremoto significativo, alimentando uno stato di allerta continuo.
Le autorità, tuttavia, insistono sulla necessità di distinguere tra il normale monitoraggio di una sequenza sismica e l’allarmismo.
Il sistema di emergenza resta attivo, i tecnici continuano a controllare gli edifici e le forze dell’ordine presidiano le zone maggiormente interessate.
Granada prova a ripartire
Mentre proseguono i controlli, Granada cerca di recuperare gradualmente la normalità.
La priorità è garantire la sicurezza di cittadini e visitatori, verificare gli edifici che presentano problemi e impedire l’accesso alle aree potenzialmente pericolose.
La chiusura temporanea di strutture pubbliche e luoghi simbolo come Alhambra e Cattedrale rappresenta un ulteriore segnale della prudenza con cui viene gestita la situazione.
Il messaggio delle istituzioni è chiaro: la popolazione non deve sottovalutare le scosse, ma neppure lasciarsi trascinare dal panico.
La sequenza sismica ha già provocato paura, danni e tre feriti lievi. Ora l’obiettivo è evitare ulteriori conseguenze e assicurare che ogni eventuale nuova scossa possa essere affrontata con la massima preparazione.
Granada resta dunque con gli occhi puntati sul territorio e con i servizi di emergenza pronti a intervenire. La terra continua a tremare, ma la macchina della prevenzione e del soccorso è in campo per proteggere la popolazione e accompagnare la città fuori da una delle fasi più delicate degli ultimi giorni.
La raccomandazione resta una sola: calma, prudenza e informazioni esclusivamente attraverso i canali ufficiali.
