Vannacci ospite di Canale Italia replica a Meloni e Frederiksen: «Il problema migratorio riguarda tutti i Paesi europei»
Il generale Roberto Vannacci, ospite di Massimo Martire su Canale Italia, è stato interrogato sulle recenti dichiarazioni congiunte della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della premier danese Mette Frederiksen dedicate all’immigrazione, alla sicurezza e alla difesa dei confini europei.
Nel loro messaggio, Meloni e Frederiksen hanno ribadito la necessità di contrastare l’immigrazione incontrollata e di rafforzare le politiche di rimpatrio. Vannacci, chiamato a commentare questa posizione, ha sottolineato come quello migratorio non sia più un problema circoscritto ai Paesi direttamente affacciati sul Mediterraneo.
“Io penso che si affronti il problema migratorio che è uno dei problemi europei, che coinvolge tutti i paesi. E non è vero che coinvolga solamente i paesi che si trovano alle frontiere con lo spazio non europeo”
Il generale ha quindi citato proprio la Danimarca come esempio:
“La Danimarca, per esempio, è un paese lontanissimo dalle sponde settentrionali del Nord Africa, eppure ha grossissimi problemi di immigrazione. Stessa cosa dicasi per la Svezia che è di fronte alla Danimarca”
Da qui, Vannacci ha collegato il tema migratorio anche alla gestione dello spazio Schengen:
“Quindi quando qualcuno ironizzava sul provvedimento preso da questo governo di sospensione o meglio di applicazione in maniera ristretta dell’accordo di Schengen, ebbene, dovrebbe farsi qualche domanda”
Secondo Vannacci, il fenomeno migratorio avrebbe ormai conseguenze su più livelli della società europea:
“Ormai il problema immigratorio è uno dei maggiori problemi di tutti i paesi europei, coinvolge gli ambiti economici, l’ambito della sicurezza e l’ambito della società”
E ha aggiunto:
“Quindi la difesa dell’Europa, delle frontiere esterne dell’Europa, è fondamentale”
Nel suo intervento, il generale ha poi rivolto una critica alle forze politiche che, a suo giudizio, negli anni si sarebbero opposte a una maggiore protezione delle frontiere:
“Peccato che ci siano delle forze politiche che si sono sempre opposte a questa difesa. Peccato che ci siano delle forze politiche che hanno fatto dell’immigrazione di massa il loro leitmotiv della politica che hanno portato avanti”
Vannacci ha quindi chiamato direttamente in causa la sinistra:
“La sinistra è quella che ha sempre predicato i porti aperti, la cosiddetta immigrazione umanitaria, il fatto che non dovessero esistere confini, che noi dovessimo accettare tutti i disperati della terra”
La sua conclusione è netta:
“Ebbene, oggi ci stiamo accorgendo che non è più possibile tollerare invece un’immigrazione di questo tipo”
Secondo Vannacci, proprio sul tema dell’immigrazione si starebbe creando una convergenza politica in Europa, nonostante le diverse appartenenze ideologiche:
“Abbiamo dei capi di governo come la Premier danese, che è di estrazione di sinistra, e anche un governo come quello che c’è in Italia, che è di centro-destra, che stanno fondamentalmente andando verso la stessa direzione”
Il generale ha però criticato anche quella parte della politica italiana che continua, secondo la sua lettura, a sostenere una linea favorevole all’immigrazione:
“Peccato che anche in Italia abbiamo invece gli irriducibili di sinistra che continuano a portare avanti una politica immigrazionista e che ci porterà e ci farà cadere nel baratro se non vengono prese dei provvedimenti”
Infine, Vannacci ha rivolto alcune critiche anche all’attuale governo, sostenendo:
“Vede, anche questo governo le sue pecche ce le ha, perché in quattro anni, facendo i conti fatti male, sono entrati in Italia 400.000 immigrati clandestini”
Nel corso dell’intervento, però, lo stesso Vannacci ha immediatamente corretto il termine utilizzato parlando dei 500.000 ingressi previsti:
“Non solo, è stato fatto un decreto flusso per 500.000 clandestini che devono entrare nelle nostre frontiere”
E subito dopo ha precisato:
“Immigrati, non clandestini. Se ho detto clandestini ho detto sbagliato”
La conclusione del generale è stata quindi:
“Bene, questo è un problema che va affrontato”
Il confronto riporta così al centro del dibattito il tema dell’immigrazione europea e della protezione delle frontiere, proprio mentre Meloni e Frederiksen cercano di rafforzare una linea comune su sicurezza, rimpatri e controllo dei flussi migratori.
