Caracas costretta a correggere ancora il bilancio: dopo dieci giorni di silenzio salgono a 6.125 i morti del terremoto in Venezuela
Dopo dieci giorni senza alcun aggiornamento ufficiale, le autorità venezuelane hanno nuovamente rivisto al rialzo il tragico bilancio delle vittime dei devastanti terremoti che hanno colpito il Paese il 24 giugno. Il nuovo conteggio parla di 6.125 morti, oltre 500 in più rispetto ai dati diffusi appena dieci giorni prima.
L’annuncio è arrivato da Jorge Rodríguez, presidente dell’Assemblea nazionale controllata dal chavismo, attraverso il consueto bollettino settimanale dedicato alla ricostruzione. Il precedente bilancio ufficiale, reso noto il 24 luglio dallo stesso Rodríguez, indicava 5.546 vittime. Il nuovo aggiornamento aggiunge quindi 579 decessi, alimentando nuovi interrogativi sulla trasparenza e sulla tempestività delle comunicazioni ufficiali.
Il continuo susseguirsi di revisioni, unite al lungo intervallo senza informazioni, riaccende le critiche sulla gestione dei dati da parte di Caracas. In situazioni di emergenza umanitaria, la diffusione di numeri precisi e aggiornati rappresenta infatti un elemento essenziale per coordinare i soccorsi, informare la popolazione e garantire la fiducia dell’opinione pubblica.
I terremoti del 24 giugno hanno devastato vaste aree del Venezuela, provocando il crollo di abitazioni, infrastrutture pubbliche e servizi essenziali. Migliaia di persone sono rimaste senza casa, mentre le operazioni di ricerca e soccorso si sono protratte per settimane tra enormi difficoltà logistiche.
Nei giorni successivi al sisma il bilancio delle vittime è aumentato progressivamente, segno che molte persone risultavano disperse sotto le macerie o sono decedute in seguito alle ferite riportate. L’ultimo aggiornamento ufficiale porta il numero dei morti a 6.125, confermando la portata catastrofica dell’evento.
Resta ora da capire se il dato comunicato rappresenti il bilancio definitivo oppure se, come già accaduto nelle settimane precedenti, siano previste ulteriori revisioni. Nel frattempo, la ricostruzione procede lentamente e migliaia di famiglie continuano a vivere in condizioni estremamente difficili, mentre cresce la richiesta di maggiore trasparenza nella comunicazione dei dati ufficiali.
