Carburanti alle stelle, il Governo valuta le accise mobili: Meloni convoca Giorgetti mentre benzina e diesel sfiorano nuovi record

Il caro carburanti torna al centro dell’agenda del Governo Meloni. La premier Giorgia Meloni ha avuto un confronto con il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti per fare il punto sulla situazione economica generale, con particolare attenzione all’impennata dei prezzi di benzina e gasolio che sta pesando su famiglie, imprese e settore turistico.

Sul tavolo dell’esecutivo ci sono diverse ipotesi di intervento, tra cui la possibile riattivazione del meccanismo delle accise mobili, uno strumento che consentirebbe di utilizzare parte dell’extra gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti per ridurre temporaneamente il peso delle tasse alla pompa.

La questione diventa sempre più urgente mentre i listini continuano a salire. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina in modalità self-service sulla rete ordinaria ha raggiunto una media di 1,968 euro al litro, mentre nelle aree di servizio autostradali ha superato quota 2 euro, arrivando a 2,059 euro al litro.

Ancora più pesante la situazione per il diesel: il prezzo medio self-service ha toccato 2,161 euro al litro, mentre in autostrada è arrivato a 2,228 euro al litro. Un livello che rischia di trasformarsi in un nuovo fattore di pressione sull’inflazione e sui costi di trasporto.

Secondo Confesercenti, l’aumento dei carburanti nei mesi estivi comporterà una maggiore spesa per le famiglie di circa 700 milioni di euro tra luglio e agosto. Un rincaro che potrebbe incidere anche sulle vacanze degli italiani, con molte famiglie costrette a ridurre gli spostamenti o a rinunciare ai viaggi.

Come funzionano le accise mobili

Il meccanismo allo studio prevede che lo Stato utilizzi le maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento del prezzo dei carburanti per compensare il rincaro attraverso una riduzione delle accise.

Il sistema, però, non può essere attivato immediatamente: occorre attendere la contabilizzazione definitiva dell’extra gettito Iva del mese precedente. Soltanto dopo la prima settimana del mese successivo è possibile stabilire quante risorse siano effettivamente disponibili.

A maggio, per esempio, il decreto ministeriale arrivato il 10 del mese aveva certificato un extragettito Iva pari a 191,2 milioni di euro, cifra utilizzabile come base per valutare un eventuale intervento sui carburanti.

Per questo motivo, un possibile nuovo taglio delle accise potrebbe arrivare soltanto dopo l’inizio di agosto, quando saranno disponibili i dati definitivi relativi al periodo precedente.

L’eventuale riattivazione del meccanismo non richiederebbe un passaggio in Consiglio dei ministri: sarebbe sufficiente un decreto ministeriale del Ministero dell’Economia.

Pressione politica sul Governo

Il dossier carburanti apre però un nuovo fronte politico per l’esecutivo. Le opposizioni accusano il Governo di essere in ritardo nell’affrontare una situazione che rischia di colpire soprattutto i redditi medio-bassi.

Il Partito Democratico ha sottolineato come il caro benzina possa trasformarsi in una tassa indiretta per milioni di cittadini, con effetti negativi anche sul turismo e sui consumi estivi.

Dal Governo, invece, si valuta una linea più prudente, con interventi mirati per evitare un impatto eccessivo sui conti pubblici. Oltre al taglio delle accise, tra le ipotesi allo studio ci sarebbero infatti misure dedicate alle famiglie con redditi più bassi, attraverso bonus o contributi specifici per sostenere i costi della mobilità.

La partita resta aperta: mentre gli automobilisti fanno i conti con prezzi sempre più elevati ai distributori, Palazzo Chigi cerca una soluzione che possa frenare il malcontento senza compromettere gli equilibri di bilancio.