Io, l’imperfetto

“ …. sogni arsi di sete,

noi brancoliamo nel buio

e come ciechi inseguiamo l felicità

in ogni suo aspetto, in ogni sua forma, piega! “

Vincenzo Calafiore

Come i pittori sanno cogliere la somiglianza di un soggetto nel volto e nell’espressione degli occhi, poiché lì si manifesta il suo carattere, così anche a me succede di addentrarmi nei miei fatti o negli aspetti, ove si rivela il mio animo, e attraverso di questi rappresentare la mia vita.

Sono stato un tempo argonauta, ho girato quasi una vita, nei mari più lontani, trovando ovunque, grazia e incanto.

Sono stato affascinato dall’eleganza del vivere, stregato dalla grande bellezza.

Ora, naufragato in questo millennio del cattivo gusto, della violenza, mi pare di vivere dentro un incubo ove il degrado sociale e morale pare sia cosa normale e l’anormale sono certi valori come la cultura e i pregiati cortesia e gentilezza.

Vivere !

Vivere purtroppo una specie di vita, tra le disillusioni e la vergogna della mia impotenza e arresa a un orrendo.

Vivo è ho solo questa vita – una sola -! Vivere e ogni giorno con rigore e con sincerità chiedersi : “ che ci faccio qui – perchè sono qui ? “

Qual’è lo scopo della mia presenza, o il senso, e poi il dove e come ?

Penso che sia di dignità o dignitos esistenza.

Orgoglio nel non aver mai abbassato lo sguardo, di aver guardato sempre negli occhi e oltre, in quell’oltre che sa di immenso dove ancora si intravede una possibile vita diversa, con un tempo sincrono e non asincrono che ancora adesso misura i miei passi.

“ Mai arrendersi mai ! “ è stato il mio salvacondotto ( Il salvacondotto è un documento ufficiale o un permesso di transito che garantisce a una persona la libertà di attraversare, entrare o soggiornare in un luogo senza subire arresti o ritorsioni ) che mi ha permesso di attraversare le terre in cui sono stato.

E sono ora nella condizione di colui che non sa come la vita possa proseguire o come possa farsi raggiungere dalla vita. Se davvero potrò ancora farlo.

In verità è una specie di sogno, né buono, né cattivo … ove tutto accade anche senza il mio volere, con una sequenza drammatica.

Anche nelle più sperdute latitudini di questo sistema si è raggiunti dagli echi della drammaticità di un’esistenza che stenta ad esistere; la visione in questi sogni è quella di una devastazione e disumanizzazione

voluta, cercata e applicata così alla lettera, che fa nascere e alimenta il gran desiderio di fuggire, scappare via da questa avvelenata realtà, e faccio fatica a comprendere questo mondo schiavo!

Si potrebbe pensare all’autanasia, o dal lasciarsi prendere dalla corrente di questo immenso oceano di solitudine e lasciarsi portare via come una bottiglia contenente un messaggio.

Solo che non c’è più mare, ci sono solo bottiglie vuote abbandonate!