Festa della Repubblica, Marianelli: «La Repubblica non si eredita, ogni generazione deve meritarsela»
In occasione della Festa della Repubblica, il Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, ha rivolto un messaggio alla comunità accademica e ai cittadini, richiamando il valore della responsabilità condivisa, della cura del bene comune e del ruolo dell’Università come presidio di libertà, conoscenza e partecipazione democratica.
«La Repubblica nasce da un atto di cura collettiva», afferma Marianelli, ricordando come il 2 giugno rappresenti la scelta compiuta da un popolo che, dopo aver conosciuto la guerra e la frattura dei legami civili, decise di ricostruire il proprio futuro «non accanto, ma insieme», fondando la convivenza sulla responsabilità comune piuttosto che sul semplice esercizio del potere.
Nel suo intervento, il Rettore sottolinea come l’Università degli Studi di Perugia rinnovi ogni giorno il proprio impegno a essere un luogo aperto e inclusivo, dove il sapere sia un patrimonio condiviso e non un privilegio riservato a pochi. «Oggi, in questo giorno che celebra quella scelta, l’Università degli Studi di Perugia rinnova il proprio impegno a essere un luogo in cui nessuna radice venga recisa: dove il sapere non è privilegio ma nutrimento comune, dove la persona non è mai mezzo, ma sempre fine», evidenzia.
Marianelli propone quindi una riflessione sul profondo legame che unisce Repubblica e Università, entrambe intese come realtà che esistono nella relazione tra le persone. «La Repubblica, come l’Università, è una realtà del tra: esiste nello spazio che si apre tra le persone quando scelgono di riconoscersi reciprocamente», osserva.
Nel suo messaggio trova spazio anche un riferimento al filosofo Eric Voegelin, citato per richiamare l’importanza di preservare il senso autentico delle istituzioni. Secondo il Rettore, le grandi organizzazioni rischiano di perdere la propria funzione quando si trasformano in semplici apparati, dimenticando i valori che ne hanno ispirato la nascita. Per questo, l’Università deve continuare a interrogarsi sul significato delle proprie missioni e sul contributo che può offrire alla società.
Particolarmente significativa la riflessione dedicata al concetto di eredità repubblicana. «Ogni generazione deve meritarsi la Repubblica, così come l’Università, non semplicemente ereditarla», afferma Marianelli, sottolineando come la libertà e i diritti conquistati non possano essere considerati acquisiti una volta per tutte, ma richiedano impegno costante, partecipazione e responsabilità.
Il Rettore richiama inoltre il valore della “communitas”, spiegandone il significato etimologico come legame fondato sul “munus”, il dono offerto all’altro senza attendersi nulla in cambio. In questa prospettiva, una università pubblica che si prende cura della propria missione svolge un autentico ruolo repubblicano, perché afferma il principio secondo cui la conoscenza appartiene a tutti e nessuno deve essere escluso per ragioni economiche, sociali o di provenienza.
«Il bene comune non è la somma degli interessi individuali ma qualcosa di qualitativamente più alto», ribadisce il Rettore, indicando nella formazione, nella ricerca e nella costruzione di una comunità inclusiva gli strumenti attraverso cui l’Università può contribuire alla crescita del Paese.
Il messaggio si conclude con un augurio rivolto all’intera comunità nazionale e con un invito alla responsabilità collettiva: «Per tutte queste ragioni e molte altre ancora, buona Festa della Repubblica. Prendiamoci cura di questa istituzione, di questo Paese, dell’altro, di ciò che ci rende umani».
Un richiamo forte ai valori fondanti della Repubblica italiana che, nel giorno della sua celebrazione, si traduce nell’invito a custodire e rinnovare quotidianamente il senso della partecipazione, della solidarietà e dell’impegno civile.
