Studenti di Tropea inventano un mini-satellite per monitorare la qualità dell’aria: test ufficiale a Torino
Da un laboratorio scolastico della Calabria a una sperimentazione ufficiale a Torino. È il percorso compiuto dal progetto sviluppato da sei studenti del Liceo Scientifico di Tropea, protagonisti di un’iniziativa che unisce ricerca scientifica, tecnologia e tutela ambientale.
Guidati dal docente di matematica e fisica Giuseppe Fiamingo e sostenuti dal dirigente scolastico Nicolantonio Cutuli, gli studenti hanno realizzato un innovativo sistema di monitoraggio della qualità dell’aria racchiuso nelle dimensioni di una comune lattina. Il dispositivo, denominato “Vertical CanSat AIr”, è sottoposto a una fase di sperimentazione a Torino in queste ore.
A lavorare al progetto sono stati Greta Fiamingo, Francesco Dicosta, Nicola Sorrentino, Michele Cuppari, Giuseppe Paparatto e Vanessa Carlino, affiancati dal docente Antonio Siciliano per gli aspetti hardware e software.
L’obiettivo è affrontare una delle sfide ambientali più rilevanti del nostro tempo: il controllo della qualità dell’aria. Il sistema sviluppato dagli studenti è in grado di rilevare particelle inquinanti e composti organici volatili attraverso una rete di sensori ad alta precisione collegati a microcontrollori e dispositivi di trasmissione dati. Le informazioni vengono elaborate in tempo reale e inviate a una stazione di controllo tramite tecnologia LoRa, consentendo un monitoraggio costante delle condizioni ambientali.
La presentazione ufficiale si è svolta nell’aula magna dell’istituto tropeano davanti a studenti, docenti ed esperti del settore. All’evento hanno partecipato, anche in collegamento, rappresentanti del mondo scientifico e accademico, tra cui esponenti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, del CERN di Ginevra e del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Il momento più coinvolgente della giornata è stato la dimostrazione pratica del sistema. Durante il test, gli studenti hanno monitorato in diretta i dati relativi alle polveri sottili e ai composti presenti nell’aria attraverso i propri smartphone. Per simulare una contaminazione ambientale, è stato utilizzato uno spray nelle vicinanze dei sensori. In pochi istanti il sistema ha rilevato l’anomalia, modificando il livello di allerta da condizioni ottimali a rischio elevato e segnalando la variazione attraverso indicatori luminosi e algoritmi predittivi sviluppati dal team.
Il progetto si basa su una piattaforma tecnologica avanzata che integra sensori laser per il rilevamento del particolato atmosferico, dispositivi per la misurazione di temperatura, umidità e pressione, oltre a sistemi di trasmissione radio a lungo raggio. Un microcomputer Raspberry Pi elabora i dati e comunica in tempo reale lo stato della qualità dell’aria attraverso un sistema visivo immediato.
Al di là dell’aspetto tecnologico, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa trasformarsi in un laboratorio di innovazione. Gli studenti non si sono limitati a studiare principi teorici, ma hanno partecipato direttamente alla progettazione, alla programmazione e alla realizzazione dell’apparato sperimentale, acquisendo competenze sempre più richieste nei settori STEM e dell’intelligenza artificiale.
Il docente Giuseppe Fiamingo ha sottolineato il valore del lavoro di squadra e dell’impegno dimostrato dagli studenti, evidenziando come il risultato raggiunto sia il frutto di mesi di ricerca, studio e sperimentazione. Un riconoscimento è stato rivolto anche alla dirigenza scolastica per aver sostenuto un percorso che ha consentito ai ragazzi di confrontarsi con metodologie e strumenti normalmente presenti nei laboratori universitari e nei centri di ricerca.
L’esperienza di Tropea dimostra come talento, passione e formazione possano generare risultati di rilievo anche lontano dai grandi poli scientifici. Un progetto nato tra i banchi di scuola che oggi guarda oltre i confini locali e che, grazie alla sperimentazione torinese, punta a offrire nuove prospettive nel campo del monitoraggio ambientale e dell’educazione scientifica. Una storia che racconta una scuola capace di innovare e una nuova generazione pronta a misurarsi con le sfide del futuro.
