Calabria

Vibo Marina, De Pinto attacca: “Basta slogan, il porto è una risorsa vitale mentre il territorio resta fermo”

Duro intervento di Mino De Pinto di Futuro Nazionale sul presente e sul futuro di Vibo Marina. In una lunga dichiarazione pubblica, De Pinto punta il dito contro quella che definisce una mancanza di visione politica e amministrativa sul territorio, difendendo il ruolo produttivo del porto e denunciando, allo stesso tempo, ritardi, degrado urbano e opere incompiute che da anni attendono risposte concrete.

Al centro della riflessione c’è il porto di Vibo Marina, indicato come una delle poche realtà economiche realmente attive e capaci di garantire occupazione e movimento economico per l’intero comprensorio. De Pinto parte da un episodio specifico avvenuto nella mattinata, legato all’ormeggio di due navi cisterna, una destinata a ENI e l’altra a Meridionale Petroli.

Secondo l’esponente di Futuro Nazionale, soltanto per le operazioni legate ai servizi portuali sarebbero state impiegate circa cinquanta unità lavorative, senza considerare i dipendenti direttamente collegati ai depositi petroliferi. Un dato che, nella sua analisi, dimostrerebbe in maniera concreta quanto il comparto portuale continui a rappresentare un motore economico fondamentale per Vibo Marina.

De Pinto sottolinea come, mentre “Vibo dorme”, Vibo Marina continui invece a produrre lavoro e servizi. Una frase destinata ad alimentare il dibattito politico locale, soprattutto in un momento in cui il tema dello sviluppo del territorio resta centrale nel confronto pubblico.

L’esponente politico evidenzia come il futuro di una comunità non possa essere costruito improvvisando, ma richieda amministrazioni capaci di programmare, comprendere le potenzialità del territorio e valorizzare tutte le realtà economiche presenti. In particolare, insiste sulla necessità di avere una visione ampia dello sviluppo, che tenga conto non soltanto del turismo, ma anche delle attività industriali, logistiche e portuali.

Nel mirino di De Pinto finiscono anche quelli che definisce “attacchi strumentali” rivolti alle attività produttive del porto. Un riferimento diretto alle polemiche e alle critiche che, soprattutto sui social network, vengono spesso rivolte alle aziende e alle attività legate all’area portuale.

L’esponente di Futuro Nazionale parla apertamente di “leoni da tastiera”, accusando alcune persone di frequentare Vibo Marina soltanto occasionalmente e di criticare poi quelle che definisce “le uniche vere risorse produttive” della zona. Secondo De Pinto, questo atteggiamento rischia di indebolire ulteriormente un tessuto economico già fragile e di scoraggiare investimenti e prospettive occupazionali.

Ma la dichiarazione assume anche toni fortemente politici. De Pinto critica infatti quei consiglieri comunali che siedono in aula da oltre vent’anni, ricoprendo nel tempo anche incarichi di rilievo nelle amministrazioni locali, senza però — sostiene — aver lasciato risultati concreti o una programmazione seria per il territorio.

Una critica che si estende alla gestione di alcune questioni storiche di Vibo Marina, a partire dalla vicenda del Pennello. De Pinto ricorda come il problema si trascini da oltre sessant’anni e denuncia l’assenza di soluzioni definitive nonostante, già dal 2012, il Comune abbia sostenuto spese notarili per acquisire il suolo dal Demanio Marittimo al patrimonio comunale, anche grazie alla collaborazione dei residenti.

A distanza di quattordici anni, però, secondo quanto denunciato dall’esponente politico, la situazione sarebbe ancora bloccata. De Pinto parla di cittadini impossibilitati perfino a trasferire la propria residenza o ad avviare attività commerciali nell’area, evidenziando una situazione che definisce paradossale e inaccettabile.

Altro tema affrontato riguarda Piazza Capannina. De Pinto definisce una “vergogna” i ritardi accumulati nei lavori pubblici dell’area, sostenendo che dopo tre anni non sarebbero ancora stati completati appena cento metri di piazza. Nella sua denuncia parla anche della presenza di blocchi che ostacolerebbero il passaggio dei pedoni, rendendo difficile perfino camminare in sicurezza.

Le accuse si estendono inoltre all’area di Viale delle Industrie, nella zona del Pennello, descritta come un’area abbandonata, mai bonificata e lasciata in condizioni di degrado totale. Un quadro che, secondo De Pinto, rappresenterebbe il simbolo dell’assenza di una strategia amministrativa capace di affrontare concretamente i problemi del territorio.

Tra i passaggi più netti della dichiarazione emerge anche la critica verso chi immagina un futuro di Vibo Marina legato esclusivamente al turismo. De Pinto ironizza su questa prospettiva, affermando che chi sostiene una visione del genere “forse viene da Marte”.

Secondo l’esponente di Futuro Nazionale, infatti, il turismo da solo non sarebbe sufficiente a sostenere l’economia locale. La crescita del territorio, nella sua visione, dovrebbe invece passare da un equilibrio tra più settori produttivi, valorizzando il porto, la logistica, i servizi e le attività industriali, senza rinunciare naturalmente alle potenzialità turistiche.

Nella parte finale della sua dichiarazione, De Pinto richiama anche il tema della sicurezza stradale, tornando sulla situazione della Strada Statale 522. Ricorda infatti il sit-in organizzato due mesi fa per attirare l’attenzione sulle condizioni della strada, teatro negli anni di incidenti anche gravi.

Secondo quanto riferito, durante la protesta era stato chiesto semplicemente di intervenire per riparare alcune buche considerate pericolose e mettere in sicurezza il tratto stradale. Tuttavia, a oggi, denuncia De Pinto, non sarebbe stato adottato alcun provvedimento concreto.

Da qui l’appello rivolto alle istituzioni affinché si smetta di utilizzare slogan e si lavori invece per coinvolgere gli enti competenti nella soluzione reale dei problemi. L’esponente politico invita amministratori ed esponenti pubblici ad assumersi le proprie responsabilità, sottolineando come chi governa abbia il dovere di tutelare gli interessi della comunità e favorire la crescita economica del territorio.

Il messaggio conclusivo è rivolto all’intera classe politica locale. De Pinto parla di umiltà, competenza e senso di responsabilità come qualità indispensabili per chi amministra la cosa pubblica. E aggiunge che, quando mancano le capacità necessarie, bisognerebbe avere il coraggio di affidarsi a persone competenti, mettendo al centro gli interessi dei cittadini e non le logiche politiche o personali.

Una presa di posizione destinata a far discutere nel dibattito pubblico cittadino, soprattutto perché tocca temi storici e irrisolti di Vibo Marina: dal porto alle infrastrutture, passando per il degrado urbano e la programmazione economica del territorio.

Redazione

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