Nessun allarme per la stagione turistica alle porte e, anzi, segnali complessivamente positivi sul fronte dei flussi europei. È questo il quadro tracciato dal commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, intervenuto in conferenza stampa a Bruxelles e interpellato sull’eventuale impatto della crisi energetica collegata alle tensioni internazionali, in particolare alla guerra in Iran.
“Rispetto all’imminente stagione turistica, voglio essere del tutto chiaro: dopo aver parlato con operatori del settore turistico in tutta Europa, non vi è alcun segnale di cancellazioni di massa”, ha dichiarato Tzitzikostas, cercando di rassicurare mercati e operatori del comparto travel, che nelle ultime settimane avevano manifestato alcune preoccupazioni legate all’instabilità geopolitica e ai possibili riflessi sui costi energetici.
Secondo il commissario europeo, il settore turistico europeo sta mostrando una resilienza superiore alle attese. “Anzi – ha aggiunto – si registra una certa stabilità rispetto allo scorso anno e, in effetti, si nota anche un leggero aumento”. Un segnale che, nelle intenzioni di Bruxelles, dovrebbe contribuire a raffreddare le ipotesi più pessimistiche circolate negli ultimi giorni tra analisti e associazioni di categoria.
Il riferimento alla crisi energetica e alle tensioni internazionali resta comunque centrale nel dibattito europeo. L’eventuale aumento dei costi di trasporto e delle tariffe aeree era stato indicato come uno dei principali fattori di rischio per l’estate 2026, soprattutto per le destinazioni mediterranee fortemente dipendenti dal turismo intra-europeo.
Tzitzikostas ha tuttavia ribadito che, allo stato attuale, le dinamiche osservate non indicano un rallentamento della domanda turistica. Le prenotazioni, secondo le informazioni raccolte dalla Commissione europea attraverso i contatti con operatori del settore, restano in linea con le stagioni precedenti, con alcune aree che mostrano anche performance leggermente migliori.
Le parole del commissario arrivano in un momento in cui il comparto turistico europeo guarda con attenzione all’evoluzione dei prezzi energetici e alla stabilità dei collegamenti aerei e ferroviari, elementi chiave per la mobilità estiva.
Bruxelles, almeno per ora, sceglie dunque una linea prudente ma rassicurante: nessun segnale di crisi strutturale per il turismo e un quadro che, se confermato nelle prossime settimane, potrebbe consolidare la stagione estiva come una delle più solide del post-pandemia.
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