Petrolio in forte rialzo: tensioni con l’Iran e crisi nello Stretto di Hormuz scuotono i mercati
Nuova impennata del prezzo del petrolio nelle contrattazioni sui mercati asiatici, mentre cresce la preoccupazione internazionale per il mancato accordo tra Stati Uniti e Iran sulla proposta di pace elaborata da Washington. A pesare sugli scambi è soprattutto la situazione dello Stretto di Hormuz, strategico passaggio marittimo per il commercio energetico mondiale, rimasto in gran parte chiuso e tornato al centro delle tensioni geopolitiche.
L’incertezza sulle forniture globali di greggio ha immediatamente spinto gli investitori verso acquisti massicci, facendo salire le quotazioni del petrolio sui principali mercati internazionali.
Il Wti americano registra un balzo del 3,50%, attestandosi a 98,76 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord avanza del 3,45%, raggiungendo quota 104,78 dollari.
Gli operatori guardano con crescente apprensione agli sviluppi diplomatici in Medio Oriente. Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti uno dei punti nevralgici del traffico petrolifero mondiale: attraverso questo corridoio transita una parte significativa delle esportazioni energetiche dirette verso Europa e Asia. Qualsiasi rallentamento o blocco delle attività rischia di provocare effetti immediati sui prezzi dell’energia e sull’economia globale.
Il rialzo del greggio potrebbe avere ripercussioni dirette anche sui costi dei carburanti e sull’inflazione internazionale, in un momento già segnato da forti instabilità economiche e tensioni geopolitiche.
