Search in evoluzione, Fattoretto: “Non basta più posizionarsi, bisogna essere citati dalle AI”
La ricerca online sta cambiando pelle e, con essa, anche le strategie di visibilità digitale. A lanciare il segnale è l’imprenditore digitale veneto Massimo Fattoretto, che in una riflessione pubblica mette in evidenza il passaggio da una Search basata sui link a un ecosistema in cui le intelligenze artificiali selezionano, sintetizzano e citano le fonti.
Secondo Fattoretto, “Google non restituisce più solo link” e i modelli linguistici avanzati non si limitano a cercare informazioni, ma costruiscono risposte. In questo scenario, il tradizionale obiettivo del posizionamento perde centralità: “Non basta più posizionarsi. Bisogna essere il brand che viene riconosciuto, menzionato, consigliato”.
Il cuore del cambiamento, dunque, è nella capacità dei marchi di diventare fonti autorevoli all’interno delle risposte generate dall’intelligenza artificiale. “La sfida oggi non è solo ottenere un click, ma entrare nelle conversazioni generate dall’AI”, sottolinea l’imprenditore, indicando come prioritaria la presenza nelle fonti da cui le AI apprendono.
Da qui la scelta strategica di aggiornare il payoff della sua agenzia, passando da “ROI Driven SEO Agency” a “Growth Organic. Get cited.”. Una sintesi che, nelle parole di Fattoretto, rappresenta sia la continuità con il lavoro svolto negli anni – costruire crescita organica sostenibile – sia l’adattamento a un contesto in cui la citazione e il riconoscimento da parte delle AI diventano fattori chiave di visibilità.
Nel nuovo paradigma, SEO tradizionale, GEO (Generative Engine Optimization) e AI Search non sono compartimenti stagni, ma elementi di un unico ecosistema. “Contenuti, dati, autorevolezza, brand e struttura informativa diventano fondamentali”, osserva Fattoretto, delineando un approccio integrato alla presenza digitale.
La riflessione si accompagna anche a un’evoluzione interna dell’agenzia, che negli anni si è trasformata da boutique SEO a realtà più articolata, con attività che spaziano dalla consulenza all’intelligenza artificiale, fino allo sviluppo di strumenti proprietari, formazione e ricerca. Tra le novità annunciate, anche il lancio di nuovi prodotti, tra cui Fattoboost e FattoRadar.
Infine, uno sguardo al percorso compiuto: “La parte più bella non è il payoff, ma sapere che continuiamo ad evolverci senza perdere il nostro modo di lavorare: concreto, tecnico, orientato alla crescita e al business”. Un messaggio che sintetizza una visione chiara: nell’era dell’AI, la visibilità non si conquista solo con le classifiche, ma con la credibilità.
