Iran sequestra due navi mercantili nello Stretto di Hormuz: coinvolte MSC e armatori greci
Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno sequestrato due navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz, in un’operazione che riaccende le tensioni sulla sicurezza delle rotte energetiche internazionali.
Secondo quanto riferito da fonti regionali e dall’agenzia iraniana Tasnim, le unità coinvolte sono la portacontainer MSC Francesca e la nave Epaminondas (indicata anche come Epaminodes in alcune trascrizioni).
La MSC Francesca risulta registrata a Panama ma operata dal gruppo italo-svizzero MSC, la più grande compagnia di navigazione al mondo, fondata dall’armatore italiano Gianluigi Aponte. Il gruppo ha confermato il proprio coinvolgimento operativo nella gestione della nave.
La seconda unità, la Epaminondas, è invece di proprietà della compagnia greca Technomar Shipping, ma risulta anch’essa operata sotto gestione MSC. In questo modo, entrambe le navi sequestrate rientrano nella rete operativa del gruppo armatoriale.
Le autorità iraniane accusano le due imbarcazioni di presunte violazioni dei regolamenti marittimi e di aver messo a rischio la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi strategici più sensibili al mondo per il traffico petrolifero.
Nel frattempo, secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita il gruppo di monitoraggio Vortexa, almeno 34 petroliere collegate all’Iran avrebbero eluso il blocco statunitense dall’inizio del provvedimento. Nel dettaglio, 19 navi sarebbero uscite dal Golfo Persico attraverso il blocco, mentre 15 vi sarebbero entrate dal Mar Arabico dirigendosi verso l’Iran. Sei delle petroliere in partenza avrebbero trasportato petrolio greggio iraniano, per un carico complessivo di circa 10,7 milioni di barili. Sulla base di un prezzo stimato con uno sconto di circa 10 dollari rispetto al Brent, le spedizioni potrebbero aver generato un fatturato di circa 910 milioni di dollari. Il petrolio iraniano, infatti, viene generalmente venduto a prezzo ridotto a causa delle sanzioni internazionali.
Il sequestro delle due navi si inserisce così in un contesto di crescente pressione sulle rotte energetiche e di intensificazione delle tensioni nel Golfo Persico, dove traffico commerciale e dinamiche geopolitiche restano sempre più intrecciati.
