Tregua di 10 giorni tra Israele e Libano: annuncio di Trump, ma timori sulla tenuta
È entrata in vigore alle 23 (ora italiana) una tregua di dieci giorni tra Israele e Libano, annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’accordo, definito dallo stesso Trump come la “decima guerra” che sarebbe riuscito a fermare, rappresenta il primo contatto diretto tra le parti dopo 34 anni, avvenuto a Washington con la mediazione del segretario di Stato Marco Rubio.
Nonostante l’avvio ufficiale del cessate il fuoco, la situazione sul terreno resta fragile. Proprio mentre la tregua entrava in vigore, nei sobborghi meridionali di Beirut si sono registrati intensi scontri a fuoco, segno delle difficoltà nel garantire un’immediata de-escalation.
Dal Libano, Hezbollah ha preso atto dell’annuncio senza però confermare esplicitamente il rispetto dell’accordo, invitando la popolazione a non rientrare nelle aree colpite e accusando Israele di precedenti violazioni di intese simili.
Sul fronte internazionale, il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso sostegno alla tregua, definendola un passo positivo ma avvertendo che rischia di essere compromessa dalla prosecuzione delle operazioni militari. Macron ha inoltre chiesto la protezione dei civili e ribadito la necessità che Hezbollah deponga le armi e che Israele rispetti la sovranità libanese.
Trump, intervenuto anche sul suo social Truth, ha dichiarato di auspicare un comportamento responsabile da parte di Hezbollah durante il periodo di tregua. Inoltre il presidente americano ha sostenuto che l’Iran avrebbe accettato di consegnare il proprio uranio arricchito, pur rimanendo una minaccia significativa con “migliaia di missili e droni” ancora a disposizione, secondo media statunitensi.
In un ulteriore intervento, Trump ha affermato che il conflitto con Teheran “sta procedendo a gonfie vele” e potrebbe concludersi a breve, ribadendo la linea dura di Washington contro un eventuale sviluppo di armi nucleari da parte dell’Iran.
La tregua, accolta con cautela anche dall’Eliseo come “un’eccellente notizia da verificare sul terreno”, resta dunque appesa a equilibri precari, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione i prossimi sviluppi.
