Petrolio in rialzo dopo le parole di Trump: Brent sopra i 105 dollari, giù i future di Wall Street
Il prezzo del petrolio torna a salire con forza sui mercati asiatici, spinto dalle tensioni geopolitiche e dalle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump. Il Brent ha registrato un balzo superiore al 4%, raggiungendo quota 105,55 dollari al barile, mentre il greggio WTI è salito del 3% fino a 103,16 dollari.
L’impennata arriva dopo un’inversione di tendenza: entrambi i benchmark avevano infatti mostrato segnali di ribasso nelle ore precedenti, prima che Trump annunciasse un possibile inasprimento delle azioni contro l’Iran, dichiarando che Teheran sarà colpita “duramente” per le prossime due o tre settimane.
Le tensioni internazionali si riflettono anche sui mercati finanziari statunitensi. I future di Wall Street risultano in calo, con il Nasdaq che cede l’1,2% e lo S&P 500 in flessione dell’1%, segnalando un clima di crescente incertezza tra gli investitori.
Il rialzo del petrolio e la reazione negativa dei listini evidenziano ancora una volta quanto i mercati globali restino sensibili agli sviluppi geopolitici, in particolare nell’area mediorientale, cruciale per gli equilibri energetici mondiali.
