Mosca: blackout internet alimentano timori di censura
A Mosca e a San Pietroburgo gli utenti hanno segnalato interruzioni inspiegabili dei servizi internet mobile, costringendo molti a ricorrere a walkie-talkie, cercapersone e persino mappe cartacee. Il Cremlino ha giustificato le sospensioni come misure “per garantire la sicurezza”, senza spiegare i dettagli.
Secondo attivisti e osservatori, le interruzioni potrebbero essere collegate a un nuovo sistema “whitelist” che permetterebbe l’accesso solo a siti approvati dal governo, tra cui marketplace, farmacie online e servizi essenziali. La misura, sostengono gli esperti, limiterebbe drasticamente l’accesso dei russi al web globale.
Le interruzioni hanno colpito duramente corrieri, app di taxi e imprese locali, con perdite stimate fino a 1 miliardo di rubli al giorno a Mosca. La situazione ha interessato anche la Duma di Stato, dove deputati hanno denunciato l’impossibilità di usare reti mobili e wifi all’interno dell’edificio.
Intanto, le autorità promuovono la “super-app” statale Max, simile a WeChat, e crescono i timori per possibili restrizioni su Telegram e l’uso di VPN. L’episodio segna un’ulteriore stretta sulla libertà digitale in Russia, in un contesto già segnato da interruzioni frequenti dall’inizio della guerra in Ucraina.
