Negli Stati Uniti scatta l’ora legale: per tre settimane la differenza con l’Europa si riduce a cinque ore
Dalla mezzanotte di oggi negli Stati Uniti entra in vigore l’ora legale, mentre in Italia e nel resto d’Europa il passaggio avverrà solo alla fine di marzo. Una differenza di calendario che crea, per le prossime tre settimane, un curioso disallineamento tra le due sponde dell’Atlantico.
Con lo spostamento in avanti delle lancette, il tradizionale distacco di sei ore tra l’Italia e la costa orientale americana si riduce infatti temporaneamente a cinque. In pratica città come New York saranno “più vicine” all’Europa dal punto di vista dell’orologio, almeno fino al prossimo 29 marzo, quando anche i Paesi europei adotteranno l’ora legale.
Negli Stati Uniti il cambio avviene sempre la seconda domenica di marzo. Nella notte tra sabato e domenica, alle 2 del mattino, gli orologi vengono spostati direttamente alle 3. Il ritorno all’ora solare è invece previsto per la prima domenica di novembre. In Europa, invece, il passaggio avviene tradizionalmente l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre.
Questa sfasatura tra i due sistemi non è casuale, ma esiste dal 2007. Fu infatti in quell’anno che Washington decise di modificare il calendario dell’ora legale anticipandone l’inizio e posticipandone la fine. La scelta rientrava in un pacchetto di misure legate al risparmio energetico, con l’obiettivo di sfruttare meglio la luce naturale nelle ore pomeridiane.
Spostando in avanti l’orario già all’inizio di marzo, infatti, il tramonto arriva più tardi e consente a famiglie, attività commerciali e uffici di utilizzare meno illuminazione artificiale durante la giornata. Secondo le valutazioni del governo federale, l’allungamento delle ore di luce pomeridiana contribuisce a ridurre i consumi energetici complessivi.
Non tutto il territorio statunitense, tuttavia, segue questa regola. Alcune aree del Paese restano fedeli all’ora solare per tutto l’anno. È il caso delle Hawaii e della quasi totalità dello Stato dell’Arizona, che non applicano il cambio stagionale previsto dal Uniform Time Act. In queste zone l’orologio resta invariato anche mentre il resto del Paese passa all’ora legale.
Il temporaneo disallineamento con l’Europa durerà dunque fino all’ultima domenica di marzo. Nella notte tra il 29 e il 30 marzo anche Italia e Unione Europea sposteranno le lancette avanti di un’ora, ripristinando il tradizionale scarto di sei ore con la costa orientale degli Stati Uniti e con città simbolo come New York.
Fino ad allora, per chi lavora con contatti internazionali, nel mondo della finanza, dei media o delle relazioni diplomatiche, sarà necessario fare attenzione agli orari: per alcune settimane l’Atlantico sarà, almeno sul quadrante dell’orologio, un po’ meno distante.
