Michele Albanese, l’Italia perde un giornalista coraggioso: la nota di Libera Calabria
Domenica mattina è scomparso a 66 anni Michele Albanese, redattore del Quotidiano del Sud e collaboratore dell’ANSA. Con la sua scomparsa, la Calabria perde “un giornalista tutto d’un pezzo, un vero cronista di strada che ha saputo leggere il territorio e le dinamiche del potere mafioso”, come sottolinea la Segreteria regionale di Libera Calabria.
Albanese era ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Cosenza a causa di complicazioni legate a un infarto. Lascia la moglie Melania e le due figlie, Maria Pia e Michela.
Nato a Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria, Albanese ha dedicato la sua carriera giornalistica alla lotta contro la ‘ndrangheta. Le sue inchieste, come lo storico scoop sull’inchino della statua della Madonna delle Grazie davanti alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti a Oppido Mamertina, restano un esempio di informazione approfondita e coraggiosa.
A causa del suo impegno, Albanese viveva sotto scorta dal 2014. Le minacce nei suoi confronti erano state confermate da intercettazioni che avevano portato la Dda di Reggio Calabria a richiedere la protezione, concessa dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica della Prefettura.
“Ciao Michele, ti abbracciamo nella vicinanza a tutte le persone che ti hanno voluto bene, a cominciare dalla tua splendida famiglia, a cui va una carezza affettuosa”, conclude la nota di Libera Calabria, che rende omaggio a un giornalista che ha saputo coniugare passione per il territorio e coraggio professionale.
