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“Quando meno me lo aspetto” è il nuovo album dei Tiromancino

Milano. «Mi sono concesso di non avere più aspettative e ho preso un’altra strada diversa dall’idea convenzionale di album, dove ho un ruolo marginale e che ha voluto nascere da solo, come suggerisce anche il titolo».

Lo ha ammesso Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, parlando del nuovo album “Quando meno me lo aspetto”, in arrivo il 6 febbraio prossimo.

“Quando meno me lo aspetto” è il 14° album in studio della band, trainato dal singolo “Gennaio 2016” e dall’uscita in digitale, lo scorso 30 gennaio, di “Sto da Dio”.

“Gennaio 2016” è una ballata intensa e dalla forte impronta cantautorale che s’inserisce perfettamente nel vasto repertorio di Federico Zampaglione.

«È un’istantanea che racconta dieci anni di vita – ha puntualizzato l’artista – La mia vita e quella di coloro che, come me, hanno trovato un motivo per cui rialzarsi, una persona per cui svegliarsi. Ci sono amori che non ti salvano la vita, ma ti permettono di attraversare il buio».

“Sto da Dio” è un brano dal forte sapore blues il cui testo è scritto con Franco 126 e la musica con Andrea Pesce.

«Vuoi sapere come sto? Sto da Dio – ha riflettuto Zampaglione – Me ne accorgo perché da un bel po’ di tempo non cerco più conferme, mi basta chiudere gli occhi la notte, pensando che sarò felice di riaprirli nei miei panni».

L’album racchiude undici brani inediti che uniscono profondità testuale e incursioni nei diversi generi musicali: dal blues al rock, dal country all’elettronica, dal reggae alle sonorità tipiche della canzone d’autore degli anni settanta.

«Sono molto contento del disco, è un piacere parlarne ed è una grande soddisfazione averlo realizzato – ha sentenziato – È nato quando meno me lo aspetto dovendo lottare contro qualcuno che non aveva la minima intenzione di farlo: me stesso. Dopo tanti anni nella musica e altrettanti dischi pensavo di aver dato e avuto a sufficienza per quel che riguardava la pubblicazione di nuovi album».

Ogni brano del disco è parte di un racconto che tiene insieme l’intimità, le paure, la rinascita, la nostalgia di fine estate e la denuncia di un mondo sempre più concentrato sull’apparire che lascia poco spazio alle passioni e ai sentimenti reali; nei testi dei brani “Una vita” e “Gli alieni siamo noi” si rinnova la collaborazione tra Federico e il padre Domenico.

«Ero deciso ad occuparmi solo di concerti, qualche singolo ogni tanto e la regia di film – ha sottolineato – Poi, come spesso accade, la vita se ne frega delle tue decisioni e va dove vuole andare ed è così che mi sono chiuso quasi per gioco in studio per dare una forma a canzoni che avevo scritto nel tempo».

“Quando meno me lo aspetto” vanta la presenza di alcuni artisti che hanno dato un bel tocco a tutto il progetto.

«Le collaborazioni mi piacciono se portano un valore artistico – ha confidato – Hanno partecipato al progetto amici speciali come la dolce Simona Molinari con la sua voce solare, Mario Donatone, Fabrizio Mandolini, il pianista Andrea Pesce e Franco126 che è maturato notevolmente. Abbiamo registrato in totale libertà, senza fretta, né pressioni: ci ho messo dentro tutta la musica che amo, senza lasciare fuori nulla. Una bella mattina mi sono reso conto che nel mio telefono c’erano canzoni a sufficienza per fare un album, e così è stato. Mai titolo fu più appropriato».

I Tiromancino tornano ad esibirsi dal vivo nei teatri proponendo uno show intimo, arricchito dalla presenza di un quartetto d’archi e una scaletta inedita con i brani del nuovo album: sarà un viaggio anche attraverso nuove atmosfere sonore in cui sarà riservato molto spazio alla chitarra, con un repertorio continuamente rinnovato che alterna i grandi classici, tra i quali “La descrizione di un attimo”, “Per me è importante”, “Due destini”, “Immagini che lasciano il segno”, ai nuovi brani. Le date del tour sono 10 aprile Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), 11 Bologna (Teatro Duse), 29 Taranto (Teatro Orfeo), 12 maggio Milano (Teatro Lirico), 15 Catania (Teatro Metropolitan), 16 Palermo (Teatro Golden), 21 Perugia (Teatro Morlacchi), 22 Firenze (Teatro Cartiere).

«Saranno concerti molto suonati, anche con nuove canzoni e mi sto divertendo a disegnarlo – ha rivelato – Sarò accompagnato da Francesco Stoia al basso, Marco Pisanelli alla batteria, Antonio Marcucci alla chitarra, Fabio Verdini alle tastiere e da un quartetto d’archi».

Federico Zampaglione ha appena concluso il nuovo film “The namless ballad” (fra gli interpreti anche la moglie Giglia Marra), un thriller/horror ambientato nel mondo della musica, dopo il successo internazionale di “The well”, inserito dal New York Times tra i cinque film horror da vedere e venduto in 104 Paesi.

Franco Gigante

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