Scuola, il governo commissaria quattro Regioni sui piani di dimensionamento. Valditara: “Scelta inevitabile per il Pnrr”
Il Consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento delle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Sardegna per il mancato via libera ai piani di dimensionamento della rete scolastica in vista del prossimo anno. La decisione, spiegano da Palazzo Chigi, si è resa necessaria per rispettare gli impegni assunti dall’Italia con l’Unione europea nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico.
«È un provvedimento necessario – ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara – perché il mancato rispetto di questo adempimento mette a rischio le risorse già erogate». Secondo il ministero, alle quattro Regioni erano già state concesse due proroghe, prima fino al 30 novembre e poi fino al 18 dicembre, senza che fossero completate le formalizzazioni richieste. Da qui la scelta del commissariamento.
La misura riguarda esclusivamente la riorganizzazione amministrativa della rete scolastica e non comporta la chiusura di plessi. L’obiettivo indicato dal governo è l’adeguamento del numero delle autonomie scolastiche all’andamento della popolazione studentesca, in linea con i parametri nazionali previsti anche dai progetti Pnrr.
Dura la reazione delle Regioni coinvolte, tutte amministrate dal centrosinistra. La presidente dell’Umbria, Stefania Proietti, ha spiegato di essersi opposta a ulteriori tagli nelle aree interne: «Tagliare la scuola significa togliere un pezzo di comunità. L’Umbria risulta la regione più penalizzata e chiediamo un riconteggio e una revisione dei criteri».
Per il Partito democratico il commissariamento rappresenta «una manovra inaccettabile», che riduce una questione complessa a «un semplice calcolo matematico», ignorando le specificità territoriali e sociali. «Il dimensionamento scolastico – affermano i parlamentari dem – è una questione di equità, accessibilità e qualità educativa».
Critica anche la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, secondo cui la decisione del governo è «una scelta sbagliata», dopo che la Regione aveva sospeso gli accorpamenti ritenuti «inopportuni» per il territorio. Dello stesso avviso la sindaca metropolitana di Firenze, Sara Funaro, che ha definito il commissariamento «grave» annunciando il sostegno al ricorso già presentato dalla Regione.
In Emilia-Romagna, il presidente Michele de Pascale e l’assessora alla Scuola Isabella Conti parlano di un provvedimento «ingiusto»: «Siamo in regola con i parametri nazionali e più efficienti della media richiesta, ma ci viene imposto un ulteriore taglio di 17 autonomie, deciso senza trasparenza e senza un confronto reale».
Il confronto tra governo e Regioni resta aperto, mentre la questione del dimensionamento scolastico si conferma uno dei nodi più delicati nel rapporto tra riforme, Pnrr e tutela dei territori.
