Vibo Valentia. Intimidazione a Iannello. Scianó (Indipendenza): “La solidarietà non basta, chi amministra resta solo”
«Il copione si ripete». Con queste parole Pino Scianó, esponente del Movimento Indipendenza, interviene dopo la grave intimidazione ai danni di Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, riportando alla luce esperienze personali che raccontano il lato più oscuro dell’impegno amministrativo in città.
Scianó ricorda due episodi vissuti in prima persona: nel 1998, quando era assessore, trovò al cancello di casa una tanica di benzina e dei proiettili; nel 2013, poco dopo le dimissioni da assessore e alla vigilia dell’ingresso in Consiglio comunale, subì il danneggiamento di tutte e quattro le gomme della sua auto, in pieno giorno, nella centralissima piazza San Leoluca. «Una zona piena di telecamere – sottolinea – che avrei poi scoperto non funzionavano».
Denunce presentate, collaborazione offerta alle autorità, ma nessuna risposta concreta: «Non è stato scoperto nulla». E, oltre allo shock, resta un peso umano difficile da sostenere. «Nonostante la solidarietà, si rimane soli – afferma – con un senso di colpa verso i propri cari, costretti a vivere nell’apprensione continua e che ti hanno sempre chiesto di non fare l’amministratore».
Da qui l’auspicio rivolto a Iannello: «Spero sia più fortunato e che chi lo ha intimidito venga individuato. Mi auguro che oggi Procura e Carabinieri siano più attrezzati». Ma anche una riflessione amara sul contesto: «Amministrare Vibo Valentia significa fare i conti con ipocrisia, provincialismo, egoismi e una politica molle».
Parole che trasformano un episodio di cronaca in una denuncia più ampia, riportando al centro il tema della tutela di chi sceglie di impegnarsi nelle istituzioni locali, spesso pagando un prezzo altissimo in solitudine e silenzio.
