Guterres: profonda preoccupazione per l’intervento Usa in Venezuela

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha espresso una “profonda preoccupazione” per l’azione militare statunitense in Venezuela, sottolineando il mancato rispetto delle norme del diritto internazionale. La dichiarazione è stata letta durante la riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

“Il diritto internazionale fornisce le basi per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”, ha affermato Guterres, aggiungendo di essere preoccupato per la possibile intensificazione dell’instabilità nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che questa azione potrebbe creare nelle relazioni tra Stati.

Reazioni internazionali

Duro l’intervento della Russia: Vasily Nebenzya, rappresentante permanente all’Onu, ha definito l’azione americana “sconsiderata” e ha sottolineato che terrorizza anche “i più convinti atlantisti”. Nebenzya ha chiesto un’immediata valutazione oggettiva e completa della situazione a livello giuridico internazionale, attraverso i meccanismi Onu e altri formati multilaterali.

La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha ribadito che “l’America non appartiene a nessuna dottrina o potenza” e che il continente “appartiene ai popoli di ciascun Paese”.

Situazione politica interna

La Corte Suprema venezuelana, con la Camera Costituzionale, ha nominato Delcy Rodríguez presidente ad interim per 90 giorni, con possibilità di proroga di altri 90, in conformità all’articolo 234 della Costituzione. La decisione introduce la figura dell’“assenza forzata” del presidente Nicolás Maduro, catturato all’estero, lasciando aperta la valutazione sulla natura definitiva della sua assenza. La Corte ha sottolineato che l’obiettivo è garantire la continuità amministrativa e la difesa della Nazione, senza sostituire i poteri dell’Assemblea nazionale.

Esportazioni di petrolio e sanzioni

Nonostante l’embargo statunitense, circa una dozzina di petroliere venezuelane sono partite dal Paese in modalità oscura dall’inizio dell’anno, secondo documenti visionati da Reuters e fonti del settore. Alcune superpetroliere hanno lasciato le acque venezuelane autorizzate dalle autorità locali, anche se non è chiaro se si tratti di violazioni dell’embargo. Le esportazioni petrolifere rimangono la principale fonte di entrate per il Paese, essenziale per finanziare la spesa pubblica sotto il governo ad interim di Rodríguez.