È un ritorno dal mare carico di silenziosa umanità quello raccontato dall’ufficiale Paolo Fedele, al timone della barca della Guardia Costiera durante un recente intervento di soccorso al largo della Libia risalente al 2017. Oltre cento persone sono state salvate a poche decine di miglia dalle coste libiche, un’operazione durata otto ore, sospese tra il buio e la speranza.
Nel video diffuso dallo stesso Fedele, il racconto non parla di ordini impartiti o procedure operative, ma di gesti semplici, carichi di cura. Il personale della Guardia Costiera, stremato ma instancabile, ha avvolto i naufraghi in coperte termiche, con movimenti lenti e attenti, come farebbe un genitore con i propri figli prima di metterli a letto: un gesto che protegge, rassicura e consola senza bisogno di parole.
“Durante il rientro non c’erano ordini né ruoli da esibire, c’erano solo mani”, racconta Fedele. “In quel silenzio, tra il rollio del mare e il respiro dei salvati, la divisa si è fatta umanità, il dovere si è trasformato in carezza, e il mare — per una notte — ha smesso di essere confine ed è diventato abbraccio”.
Il racconto, raccolto nel video dal titolo “Come si fa con i figli”, è anche un’anticipazione del libro di Fedele, che approfondisce anche le storie e le emozioni vissute dall’equipaggio durante le missioni di soccorso in mare. Un libro da leggere.
Prestigioso incarico internazionale per Ketty Gottardo, laureata in Storia dell’arte all’Università degli Studi di Udine…
di Goffredo Palmerini L’AQUILA – Una calorosa accoglienza ha riservato Pinzolo alla folta…
Il violento nubifragio che si è abbattuto su Campobasso ha costretto a interrompere i preparativi…
Il limite del mero adempimento Dati e casi recenti In Italia le norme che obbligano…
Un gesto concreto di solidarietà nel cuore della città. Domenica 13 settembre, in occasione della…
Divorziare.it porta online in Italia la gestione delle separazioni e dei divorzi consensuali. La piattaforma…