Legge elettorale, il centrodestra accelera: dossier riservato svela le opzioni per il 2027
Il centrodestra fa sul serio sulla legge elettorale. Sottotraccia, l’accelerazione per modificare le regole del gioco è già in corso. Da alcune settimane, uno studio riservato è sulla scrivania dei principali esponenti di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Il dossier, curato dagli uffici parlamentari della maggioranza, si intitola “Analisi sulla legge elettorale per il 2027” e analizza i possibili scenari delle prossime elezioni politiche, esaminando tre sistemi di voto: l’attuale legge elettorale, il Tatarellum con listino bloccato e il proporzionale con maxi-premio di maggioranza.
L’analisi, che si sviluppa su una decina di pagine, suggerisce chiaramente quale sia l’opzione preferita dai vertici della coalizione: il proporzionale con un premio del 15% per chi arriva primo e supera il 40% dei voti.
Secondo lo studio, con l’attuale legge elettorale la maggioranza «corre grandi rischi» di instabilità. Anche la versione rivista del Tatarellum, già utilizzata per le elezioni regionali, presenta criticità: verrebbero cancellati tutti i collegi uninominali, ma si prevedrebbe un listino di coalizione con nomi blindati e indicazione del candidato premier. Questa opzione, tuttavia, non entusiasma il centrodestra: rischia di innescare complicate trattative tra gli alleati e di favorire più i partiti minori che le forze principali della coalizione.
Il terzo scenario appare dunque il più convincente: via tutti gli uninominali e sì a un proporzionale puro, con la coalizione che ottiene il 40% dei voti capace di incassare il 55% dei seggi. Non ci sarebbe un listino, mentre i collegi plurinominali sarebbero ridisegnati secondo il Rosatellum del 2018. Per garantire stabilità al Senato, il premio dovrebbe essere di almeno 29 seggi. La soglia di sbarramento prevista è del 3% per tutti i partiti, sia coalizzati sia non coalizzati.
Il documento mostra che le interlocuzioni tra i partiti di maggioranza sono molto avanzate. Alcuni maggiorenti dell’opposizione sono stati messi informalmente a conoscenza dello studio, mentre la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha commentato che «la legge elettorale perfetta non esiste, ma il presupposto sbagliato è il premierato» e che eventuali proposte saranno valutate in Parlamento.
