Enogastronomia

Montefalco, visita storica di Papa Leone XIV: il Sagrantino diventa simbolo d’accoglienza

Una giornata destinata a entrare nella memoria collettiva di Montefalco e dell’Umbria. Nella mattinata di oggi, giovedì 20 novembre, Papa Leone XIV ha compiuto una visita privata alla città, riaffermando il profondo legame spirituale che da secoli unisce queste terre alla tradizione agostiniana e francescana. Un appuntamento che ha offerto alla comunità un rinnovato messaggio di vicinanza, ascolto e gratitudine.

Nel corso dell’incontro con le Suore Agostiniane di Montefalco, il Santo Padre è stato accolto anche attraverso uno dei simboli più identitari del territorio: il Montefalco Sagrantino DOCG, servito a tavola come gesto di ospitalità e rappresentazione di una cultura agricola millenaria. Un vino che narra la storia delle colline umbre, la cura delle vigne, la dedizione delle famiglie che da generazioni custodiscono questo patrimonio, insieme al lavoro instancabile del Consorzio Tutela Vini Montefalco.

Il Consorzio, da anni impegnato nella tutela del paesaggio e della qualità vitivinicola, ha inoltre sostenuto numerosi interventi di recupero storico e artistico. Tra i più significativi, nel 2025, il contributo al restauro della Cappella di Santa Croce nel Santuario di Santa Chiara: un luogo profondamente legato alla Santa, sede di testimonianze secolari di fede e miracoli, e custode della più antica vite storica di Sagrantino. Un intervento che rinnova la missione del Consorzio nel preservare tanto il patrimonio materiale quanto quello spirituale e culturale del territorio.

“La visita del Santo Padre – sottolinea Paolo Bartoloni, presidente del Consorzio Tutela Vini Montefalco – è per noi un segnale forte di incoraggiamento. Un riconoscimento al lavoro quotidiano delle aziende e della comunità, impegnate a proteggere la nostra storia, il paesaggio e l’altissima qualità dei nostri vini”.

La giornata conferma Montefalco come crocevia unico tra fede, arte e agricoltura: un luogo dove la spiritualità incontra la terra e dove tradizioni millenarie continuano a vivere, sostenute dall’impegno congiunto di istituzioni, cittadini e produttori. Una visita che lascia un segno profondo e rafforza la vocazione della città come custode di un patrimonio senza eguali.

Redazione

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