Acqua liscia o gassata: cosa preferiscono i napoletani?
Napoli, città di forti tradizioni e gusti ben radicati, non è solo caffè, pizza e sfogliatelle. Anche l’acqua, nella sua semplicità quotidiana, riveste un ruolo importante nelle abitudini alimentari dei cittadini partenopei. Liscia o gassata? La domanda può sembrare banale, ma in realtà riflette gusti personali, influenze culturali e persino scelte legate alla salute e alla digestione. A Napoli, le preferenze sono chiare, ma non mancano sfumature interessanti.
Storicamente, l’acqua frizzante ha goduto di una discreta popolarità, soprattutto nelle generazioni più anziane. Considerata “più forte” e “più pulita”, l’acqua gassata era spesso associata a un senso di freschezza e, in molti casi, ritenuta più efficace per digerire dopo un pasto abbondante. In una città dove il pranzo domenicale è ancora un rito sacro, con portate abbondanti e sapori intensi, non sorprende che molti napoletani abbiano fatto dell’acqua frizzante la loro compagna abituale a tavola.
Non a caso, nei mercati rionali e nei negozi di alimentari dei quartieri popolari, le casse di bottiglie gassate hanno da sempre trovato grande spazio. “Qui vendiamo più acqua frizzante che liscia”, racconta Luigi, gestore di una storica salumeria nel quartiere della Sanità. “Chi viene da noi cerca il sapore deciso, e molti dicono che senza bollicine l’acqua sembra insapore”.
Tuttavia, negli ultimi anni, le preferenze sembrano cambiare, soprattutto tra i giovani e le famiglie più attente alla salute. La crescente sensibilità verso uno stile di vita più sano, abbinata alle raccomandazioni di nutrizionisti e medici, ha portato un numero sempre maggiore di napoletani a scegliere l’acqua naturale. È considerata più delicata per lo stomaco, più adatta all’idratazione durante lo sport e meno aggressiva per chi soffre di gonfiori addominali o problemi di digestione.
Anche la sostenibilità ha un ruolo crescente. Con il ritorno all’utilizzo delle caraffe filtranti e delle borracce, sempre più presenti tra studenti e lavoratori, l’acqua del rubinetto – rigorosamente liscia – ha guadagnato terreno. Napoli, peraltro, è famosa per avere una delle acque potabili più buone d’Italia, proveniente direttamente dalle sorgenti del Serino, nell’Irpinia. Un tesoro nascosto che, una volta scoperto, spinge molti cittadini a preferire l’acqua liscia di casa a quella imbottigliata.
Nel settore della ristorazione, la battaglia è ancora aperta. I camerieri dei ristoranti tradizionali confermano una leggera prevalenza della richiesta di acqua frizzante, specie quando si accompagnano piatti ricchi come la genovese, il ragù o la pasta al forno. Ma nei locali più moderni, biologici o vegetariani, l’acqua liscia è spesso la scelta predominante.
In definitiva, Napoli resta divisa. Le bollicine continuano ad avere il loro fascino, soprattutto nei contesti conviviali e familiari, mentre l’acqua naturale guadagna consensi tra chi privilegia benessere e leggerezza. Una differenza di gusti che racconta molto della città: tradizione e innovazione che convivono, anche in un semplice bicchiere d’acqua.
