Politica

Elezioni regionali 2025, sette Regioni al voto tra tensioni e incertezze: sfide già definite solo nelle Marche

Tra l’autunno e l’inverno del 2025 test nazionale per Giorgia Meloni e per l’opposizione. Si terranno le elezioni regionali in sette Regioni: Puglia, Campania, Marche, Toscana, Veneto, Valle d’Aosta (che ha un sistema elettorale diverso) e Calabria, dove il presidente Roberto Occhiuto (FI) ha rassegnato le dimissioni dopo l’inchiesta su presunta corruzione nell’apparato regionale, convocando subito nuove consultazioni.

Al momento, il quadro dei candidati è chiaro soltanto nelle Marche, che apriranno la stagione elettorale il 28 e 29 settembre: il sindaco di Pesaro Matteo Ricci sfiderà il governatore uscente Francesco Acquaroli (FdI).

Negli altri territori le trattative sono aperte. In Veneto il centrosinistra ha scelto Giovanni Manildo, mentre il centrodestra è ancora diviso tra Lega e Fratelli d’Italia. In Toscana (12-13 ottobre) il Pd ha confermato l’uscente Eugenio Giani, mentre il candidato della destra non è stato ancora individuato.

Le maggiori difficoltà riguardano Puglia e Calabria. Nel primo caso, la candidatura del sindaco di Bari ed eurodeputato Antonio Decaro, inizialmente considerata scontata, è stata messa in discussione. Decaro ha posto una condizione chiara: non correrà se nelle liste saranno presenti anche Michele Emiliano e Nichi Vendola. Dopo un incontro con la segretaria del Pd Elly Schlein e i dirigenti regionali, si parla di “basi per un lavoro comune”, ma le frizioni interne restano. Il voto in Puglia si terrà entro il 23 novembre, anche se non è stata ancora fissata la data ufficiale.

In Calabria, dove si voterà il 5 e 6 ottobre, il centrosinistra rischia di arrivare diviso. La candidatura di Pasquale Tridico, ex presidente Inps ed eurodeputato M5s, ha subito uno stop dopo le tensioni con Sinistra Italiana e Avs. Sono emersi i nomi di Vittoria Baldino (M5s) e Flavio Stasi (Avs), ma nel Pd prevalgono scetticismi. Le trattative proseguono, ma il rischio di una frammentazione resta concreto.

In Campania, infine, nessuno schieramento ha ancora un candidato certo. Il nome di Roberto Fico resta sul tavolo, ma attende il via libera del presidente uscente Vincenzo De Luca, mentre il centrodestra appare in alto mare.

Uno scenario fluido, dunque, in cui le uniche certezze arrivano da Marche e Toscana. Altrove, le divisioni interne e i veti incrociati rischiano di condizionare pesantemente la corsa alle urne.

Redazione

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