Gli Stati Uniti puntano a un ruolo centrale dell’Europa nelle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. «Gli europei dovranno assumersi la grande parte del peso», ha dichiarato il vice presidente americano JD Vance, sottolineando che Bruxelles dovrà fare la “parte del leone” nel sostegno a Kiev.
Intanto emergono nuovi retroscena dal vertice con i leader europei. Dopo la telefonata con Vladimir Putin, il presidente americano Donald Trump avrebbe contattato anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán, invitandolo a togliere ogni ostacolo al percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea.
Durante il colloquio, l’Ungheria si sarebbe detta disponibile ad ospitare futuri negoziati di pace tra Mosca e Kiev. Orbán ha poi confermato la posizione pubblicamente con un post su Facebook, ribadendo la propria contrarietà al legame tra adesione e sicurezza: «L’ingresso dell’Ucraina nell’Ue non offre alcuna garanzia di sicurezza. Collegare l’adesione alle garanzie è inutile e pericoloso».
Dal canto suo, Trump si è mostrato «ottimista» riguardo ai colloqui per un cessate il fuoco, pur ammettendo che il processo «si sta rivelando più complesso» di quanto inizialmente previsto.
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