«Ammirando un bene storico in degrado, spesso sono diviso tra la curiosità per la sua storia artistica e lo sdegno per le sue condizioni». Così Antonio Montesanti, voce autorevole della cultura calabrese, denuncia pubblicamente lo sfregio subito da un gioiello storico di Pizzo Calabro: la cappella della Madonna delle Grazie, sul corso principale della cittadina.
Una denuncia vibrante, accompagnata da immagini e video eloquenti e da parole che non lasciano spazio a interpretazioni: durante i recenti lavori di “recupero” – che fortunatamente sono stati sospesi – sarebbe stata completamente rimossa (anzi, fatta “saltare”) la preziosa cornice decorativa in stucco di epoca ottocentesca, elemento distintivo del piccolo edificio religioso. Il tutto, denuncia Montesanti, solo per rimuovere e poi reinstallare fuori squadro una semplice cancellata.
Un intervento definito “incomprensibile”, che pone gravi interrogativi sull’approccio adottato per la tutela del patrimonio artistico locale. La cappella, già in stato di semi-abbandono, è ora deturpata in modo irreversibile. E proprio mentre il paese accoglie migliaia di visitatori per gli eventi estivi, il contrasto tra la bellezza proclamata dai palchi e lo scempio visibile tra i vicoli diventa ancora più stridente.
«Non comprendo – scrive Montesanti – il senso di questi costosi eventi che attraggono in paese migliaia di persone, le quali non potranno evitare di provare sdegno per le tante, troppe cose storte che vedranno… anche se sui palchi diciamo per un paio d’ore che qui è tutto bello, buono e fatto con gusto».
La sua riflessione è una vera e propria chiamata alle responsabilità per istituzioni, sovrintendenze, amministrazioni locali e operatori culturali: è ancora possibile parlare di “valorizzazione” del territorio quando si ignorano – o peggio si danneggiano – le sue radici più autentiche?
La sospensione dei lavori appare una decisione tardiva ma necessaria. Ora si attende chiarezza: chi ha autorizzato l’intervento? Con quali criteri? E soprattutto: si potrà rimediare all’ennesima ferita inferta a uno dei tanti luoghi dell’anima della Calabria?
In un’estate che riempie piazze e locali, resta il silenzio assordante intorno a una Madonna che, da secoli, veglia sulla città. Ma che oggi sembra più sola che mai.
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