Raid incrociati tra Russia e Ucraina: droni ucraini abbattono due vittime a Rostov, attacchi russi su Dnipro, Kharkiv e Zaporizhzhia

guerra e distruzione

Due persone hanno perso la vita nella regione russa di Rostov in seguito a un attacco condotto da droni ucraini. A darne notizia sono le autorità locali, citate dall’agenzia di stampa russa Tass. L’episodio si inserisce in un’escalation di raid reciproci che nella notte ha coinvolto numerose aree di Russia e Ucraina.

Il Ministero della Difesa russo ha reso noto che le difese aeree del Paese hanno intercettato e abbattuto 54 droni lanciati dalle forze di Kiev. I droni sarebbero stati individuati nei cieli delle regioni russe di Bryansk, Rostov, Oryol, Tula e Belgorod, nonché sopra la Crimea, il Mar d’Azov e il Mar Nero. Il bilancio ufficiale russo per ora segnala le due vittime di Rostov, ma non è escluso che emergano ulteriori dettagli nelle prossime ore.

Parallelamente, nella città ucraina di Dnipro, situata nella parte orientale del Paese, una persona è morta a causa di un attacco aereo russo. Altri tre civili sono rimasti feriti a Kharkiv, nel nordest dell’Ucraina, colpita anch’essa durante la notte. Le autorità locali ucraine riferiscono che i bombardamenti russi hanno interessato diverse regioni, generando danni diffusi e incendi.

In particolare, nella regione sudorientale di Zaporizhzhia, teatro da mesi di intensi scontri e bombardamenti, si segnalano incendi provocati dai missili e dai droni lanciati dalla Russia.

La notte di violenza conferma il persistente clima di tensione e la difficoltà di giungere a una tregua duratura. Entrambe le parti continuano a intensificare le operazioni militari con attacchi mirati in profondità nei rispettivi territori, coinvolgendo aree urbane e mettendo a rischio la popolazione civile.

Il nuovo ciclo di raid avviene in un momento delicato, mentre sul piano diplomatico si registra un’impasse nei negoziati e gli appelli internazionali per una de-escalation non sembrano sortire effetti concreti. Le autorità di entrambi i Paesi, per ora, non hanno rilasciato dichiarazioni che facciano intravedere un possibile cessate il fuoco.