Mondiale per club, maratona Chelsea-Benfica: 4 ore e 38 minuti di emozioni sotto la tempesta. Ai quarti sarà sfida col Palmeiras

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Una partita folle, destinata a entrare negli annali del calcio. Al Mondiale per club in corso negli Stati Uniti, Chelsea e Benfica hanno dato vita a una gara surreale, durata complessivamente 4 ore e 38 minuti, tra tempi regolamentari, sospensione per rischio tempesta e tempi supplementari: iniziata alle 16:00 (ora locale), si è conclusa alle 20:38.

La sospensione per fulmini all’86’

Al momento della sospensione, il Chelsea era in vantaggio 1-0 grazie a una rete di James al 64’. Ma all’86’, su Charlotte sono cadute poche gocce di pioggia e il protocollo del torneo ha imposto l’interruzione immediata per la presenza di fulmini nel raggio di 10 km. Le tribune, già semivuote, si sono svuotate quasi del tutto: pochi credevano che si sarebbe ripreso, e ancora meno che il Benfica potesse recuperare.

Ripresa a sorpresa e rigore di Di Maria

Contro ogni previsione, il match è ripreso alle 19:47. In uno stadio praticamente deserto, l’arbitro ha assegnato un rigore ai portoghesi per un fallo di mano di Malo Gusto. Dal dischetto, Di Maria ha fatto 1-1 al 95’, trascinando la gara ai supplementari. Era il segnale per una nuova, inattesa corsa sugli spalti: molti tifosi, sparsi tra i bar del centro durante la sospensione, hanno fatto ritorno al Bank of America Stadium appena appresa la notizia.

Supplementari pazzi: il Chelsea dilaga

La magia è esplosa nei supplementari. Decisiva l’espulsione del giovane Prestianni, che ha lasciato il Benfica in dieci. Da lì, dominio Chelsea: Nkunku, Pedro Neto e Dewsbury-Hall hanno chiuso la contesa con tre gol tra il 108’ e il 117’. Risultato finale: 4-1 per i Blues, che ora ai quarti affronteranno il Palmeiras.

Una serata che resterà nella memoria

Scene surreali anche sugli spalti, con steward e poliziotti che hanno lasciato passare tifosi di ritorno senza biglietto, e supporter delle due squadre che si abbracciavano, stremati dall’attesa e dall’emozione. «Una partita che entrerà nella storia del calcio — racconta Phil, londinese residente ad Atlanta —. Avrei voluto viverla in Champions, ma mi accontento: non la dimenticherò mai».