Tecnologia

“WordPress o WordStress”: quando fare un sito diventa un incubo. Il libro-denuncia di Gianluca Molina smaschera le trappole del web

Fare un sito web nel 2025 dovrebbe essere un’operazione alla portata di tutti. E invece, per molti imprenditori, professionisti e piccoli artigiani, rappresenta ancora un autentico incubo digitale: ritardi, spese impreviste, promesse disattese, SEO da illusionisti e risultati spesso ben lontani dalle aspettative. A raccontare – e denunciare – tutto questo con ironia ma anche con grande competenza tecnica è Gianluca Molina, sviluppatore WordPress dal 2009 e fondatore della web agency WebePc, nel suo nuovo libro “WordPress o WordStress”, disponibile su Amazon in versione cartacea e Kindle.

Il titolo – gioco di parole tra la nota piattaforma di gestione contenuti e lo stress che ne deriva in mani sbagliate – è già una dichiarazione d’intenti: un viaggio tra i dietro le quinte di un mondo dove troppo spesso i clienti vengono sedotti da preventivi vaghi, trucchetti grafici, metriche inventate e promesse da “fuffaguru”.

Diviso in tre sezioni, il libro affronta in modo pratico ma narrativo i punti critici del settore. Si parte da come scegliere una web agency seria, si passa a come valutare la qualità del proprio sito web (anche se non si è tecnici) e si arriva a un vero e proprio “bestiario digitale”: una serie di storie vere di clienti raggirati da ciarlatani del web marketing. C’è chi ha pagato migliaia di euro per un sito che non funziona su mobile, chi si è trovato un e-commerce invisibile su Google, chi ha ricevuto una fattura per “ottimizzazione SEO” senza sapere neppure cosa fosse.

“L’idea del libro nasce da anni di telefonate di clienti disperati, spesso arrivati dopo aver buttato tempo e denaro in progetti sbagliati. Ho deciso di raccogliere queste esperienze per creare una sorta di guida alla sopravvivenza digitale”, racconta Molina, che abbiamo intervistato.

Qual è il problema principale oggi per chi vuole fare un sito web?

“La mancanza di trasparenza. Troppi venditori si presentano come esperti, ma non sanno né programmare né progettare con un obiettivo chiaro. Si vendono fumo e grafiche patinate, ma il sito poi non converte, non è accessibile, non si indicizza. E il cliente resta con un bel prodotto inutile”.

Nel libro usi spesso l’ironia. Perché?

“Perché la satira è un ottimo strumento educativo. Raccontare gli errori con leggerezza aiuta a riconoscerli senza sentirsi colpevoli. E anche a farsi una risata, perché no”.

Cosa consigli a chi deve ancora scegliere un’agenzia web?

“Informarsi. Chiedere casi studio concreti, referenze, obiettivi misurabili. E soprattutto, non affidarsi a chi promette risultati miracolosi in pochi giorni”.

“WordPress o WordStress” è più di un manuale: è un manifesto contro l’improvvisazione digitale, un invito a tornare a progetti pensati su misura, con competenze vere e obiettivi chiari. Un libro utile non solo per chi vuole fare un sito, ma anche per chi vuole capire meglio come funziona – davvero – il dietro le quinte del web.

Redazione

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