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Iran, nuovi raid Usa e risposta dei Pasdaran: missili contro basi americane nel Golfo, torna la tensione su Hormuz

È tornata ad aggravarsi la crisi tra Stati Uniti e Iran con una nuova serie di operazioni militari che hanno interessato il territorio iraniano e diversi Paesi del Golfo. Nella notte il Central Command statunitense ha annunciato nuovi attacchi contro obiettivi in Iran, confermando successivamente che sono stati colpiti 90 obiettivi militari.

Secondo quanto riferito da Axios, citando un funzionario americano, gli Stati Uniti hanno colpito due ponti ferroviari nel nord-est dell’Iran. Si tratta del primo attacco statunitense contro infrastrutture iraniane dopo il cessate il fuoco dello scorso aprile.

Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno risposto affermando di aver colpito basi militari statunitensi in Kuwait e Bahrein. L’annuncio è stato diffuso dalla televisione di Stato iraniana, che ha riferito anche della volontà di estendere gli attacchi in caso di ulteriori operazioni americane.

In Bahrein sono tornate a suonare le sirene antiaeree per la seconda notte consecutiva. Il Ministero dell’Interno ha invitato cittadini e residenti a mantenere la calma e a raggiungere il rifugio più vicino. Poco dopo l’attivazione dell’allarme, giornalisti dell’AFP presenti sul posto hanno riferito di diverse esplosioni udite nel Paese.

Anche il Kuwait ha comunicato l’attivazione delle proprie difese aeree. Lo Stato Maggiore dell’Esercito ha spiegato che le esplosioni avvertite durante la notte erano dovute all’intercettazione di missili e droni ostili da parte dei sistemi di difesa, senza precisarne l’origine.

Sul fronte diplomatico è intervenuto Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore nei colloqui con gli Stati Uniti. In un messaggio pubblicato sul proprio account X ha dichiarato che «l’America non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite» e ha aggiunto che «lo Stretto di Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani, non con le minacce americane».

Nella notte sono state segnalate esplosioni anche nelle città iraniane di Bandar Abbas e Sirik, entrambe situate nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Intanto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica ha riferito che la torre di controllo del traffico marittimo della zona franca di Chabahar, nel sud dell’Iran, è stata danneggiata durante un attacco statunitense. Secondo la stessa fonte è stato colpito anche uno dei magazzini della zona franca, mentre le operazioni portuali e le attività di scarico delle merci proseguono regolarmente.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che i nuovi raid rappresentano una rappresaglia per il bombardamento di navi attribuito all’Iran e ha avvertito che, in caso di nuovi attacchi, «la situazione peggiorerà notevolmente».

Redazione

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