Lazio

Meloni rischia di perdere senza Vannacci? I sondaggi accendono il caso: il centrodestra è a un passo dalla soglia decisiva

C’è un numero che, più di tutti gli altri, dovrebbe far riflettere Giorgia Meloni: 42%. Non è una percentuale qualsiasi, ma la soglia prevista dal nuovo sistema elettorale, lo Stabilicum, per far scattare il premio di maggioranza. Ed è proprio attorno a questa cifra che si gioca una partita politica destinata a diventare centrale nei prossimi mesi.

Il punto è semplice, almeno sulla carta: il centrodestra deve arrivare oltre il 42% per trasformare la sua posizione relativa in una maggioranza parlamentare forte. Se resta sotto, il meccanismo cambia radicalmente e il risultato delle elezioni può prendere una direzione completamente diversa.

Ed è qui che entra in scena Roberto Vannacci.

La domanda, oggi, non è più soltanto se Futuro Nazionale entrerà o meno nella coalizione di governo. La domanda vera è se Giorgia Meloni possa permettersi di affrontare le prossime elezioni senza Vannacci.

La risposta, guardando i numeri disponibili, è tutt’altro che scontata.

Il 42% è il vero spartiacque

La nuova legge elettorale prevede un premio di maggioranza per la coalizione più votata che superi il 42% dei voti. Il premio può portare fino a 220 deputati e 113 senatori, rendendo possibile una maggioranza parlamentare solida.

Il problema per Meloni è che il centrodestra tradizionale, senza Futuro Nazionale, appare oggi molto vicino ma non stabilmente sopra quella soglia.

Prendiamo una delle rilevazioni più recenti, quella BiDiMedia del 10 agosto: Fratelli d’Italia è al 26,2%, Forza Italia al 7,2%, la Lega al 5,2% e Futuro Nazionale al 7,1%. Dall’altra parte il Pd è al 21,4%, il Movimento 5 Stelle al 12% e Alleanza Verdi e Sinistra al 6,5%.

Senza Vannacci, dunque, FdI, Forza Italia e Lega arriverebbero complessivamente al 38,6%. Con Futuro Nazionale, invece, salirebbero al 45,7%.

È una differenza enorme.

E non si tratta di un singolo sondaggio isolato. La Supermedia YouTrend del 30 luglio dava FdI al 26,7%, Forza Italia all’8%, Lega al 5,9% e Futuro Nazionale al 7,1%. Il centrosinistra formato da Pd, M5S e Avs arrivava invece a circa il 40,6%.

Ancora più interessante è la fotografia YouTrend del 16 luglio: centrodestra al 42,2%, campo largo al 44,3%. In quella rilevazione Futuro Nazionale era già al 6,5%, mentre Lega e Forza Italia erano rispettivamente al 5,9% e all’8,1%.

Insomma, la soglia del 42% non è una fantasia da retroscenisti. È esattamente il terreno sul quale si stanno muovendo i sondaggi.

E poi c’è il sondaggio che fa tremare Palazzo Chigi

Il dato più clamoroso, però, è quello riportato da Repubblica a fine giugno: una rilevazione riservata che circolava ai vertici di Fratelli d’Italia attribuiva a Futuro Nazionale addirittura il 10%, con FdI al 25%, Lega sotto il 5% e Forza Italia al 6%.

Quel sondaggio va naturalmente preso con cautela: non è una rilevazione pubblica e non può essere trattata come una fotografia certa dell’elettorato italiano.

Ma ha un valore politico enorme perché mostra cosa potrebbe accadere se la crescita di Vannacci proseguisse.

Facciamo semplicemente il conto dello scenario evocato da quella rilevazione: 25% per FdI, circa 5% per la Lega e 6% per Forza Italia. Totale: 36%.

Anche aggiungendo Noi Moderati, il centrodestra tradizionale resterebbe molto lontano dal 42%.

Ecco perché Vannacci può diventare, contemporaneamente, il problema e la soluzione di Giorgia Meloni.

Il paradosso: Vannacci sottrae voti a Meloni, ma può anche farla vincere

Questa è la contraddizione più interessante dell’intera partita.

Futuro Nazionale non sembra pescare principalmente in un elettorato progressista. La crescita di Vannacci riguarda soprattutto l’area della destra e, in particolare, una parte degli elettori che in passato guardavano alla Lega o a Fratelli d’Italia.

La Supermedia YouTrend di luglio certificava proprio questo fenomeno: Futuro Nazionale aveva superato stabilmente la Lega, arrivando al 6,5%, mentre il Carroccio era al 5,9%.

Ad agosto il fenomeno è proseguito. Una rilevazione SWG del 3 agosto collocava Futuro Nazionale al 7,2%, contro il 7,4% di Forza Italia e il 5,5% della Lega.

In altre parole, Vannacci sta diventando abbastanza grande da togliere voti agli alleati, ma non ancora abbastanza grande da poter essere ignorato.

Ed è proprio questo il dilemma di Meloni.

Se Vannacci corre da solo, può sottrarre alla coalizione una quantità di voti sufficiente a impedirle di raggiungere il 42%. Se invece entra nella coalizione, quei voti tornano a essere conteggiati dentro lo stesso schieramento.

È il classico problema del voto utile: meglio avere un alleato ingombrante dentro la coalizione oppure un concorrente forte fuori?

YouTrend ha già fatto la simulazione

La questione non è soltanto teorica. YouTrend ha simulato gli effetti dello Stabilicum proprio mettendo a confronto i due scenari.

Con Futuro Nazionale dentro il centrodestra, la simulazione porta la coalizione a una posizione nettamente vincente: 222 seggi alla Camera e 113 al Senato, contro 160 deputati e 77 senatori per il campo largo.

Senza Vannacci, invece, il quadro si ribalta: il centrodestra scenderebbe a 141 deputati e 68 senatori, mentre il campo largo arriverebbe a 222 deputati e 112 senatori. Futuro Nazionale, correndo separato, otterrebbe a sua volta una rappresentanza parlamentare.

È difficile trovare una dimostrazione più plastica della centralità di Vannacci.

Con lui dentro, il centrodestra può governare con una maggioranza molto ampia.

Con lui fuori, nella simulazione YouTrend, il premio finirebbe al centrosinistra.

Naturalmente una simulazione non è una previsione elettorale. Dipende dai sondaggi utilizzati, dalle alleanze, dalla distribuzione territoriale dei voti e da come gli elettori reagiranno alla campagna elettorale. Ma il dato politico resta impressionante.

E il campo largo?

Qui arriva l’altra metà della storia.

Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, presi insieme, in diverse rilevazioni si collocano già intorno o sopra il 40%.

Nella Supermedia del 30 luglio erano circa al 40,6%.

Nel quadro YouTrend del 16 luglio arrivavano al 44,3% considerando la configurazione del campo largo utilizzata dalla simulazione.

Questo significa che l’opposizione non ha necessariamente bisogno di compiere un’impresa elettorale straordinaria per mettere in difficoltà Meloni. Deve semplicemente rimanere competitiva, mantenere unita una parte consistente del proprio elettorato e, soprattutto, impedire al centrodestra di superare la soglia decisiva.

È una differenza fondamentale.

Meloni non deve necessariamente essere sconfitta perché FdI crolli. Potrebbe bastare che la sua coalizione non raggiunga il 42%.

E questa è forse la novità politica più importante della partita.

Meloni può davvero perdere le elezioni senza Vannacci?

Dire che Giorgia Meloni sia destinata a perdere senza Vannacci sarebbe oggi azzardato. I sondaggi sono fotografie, non risultati elettorali. Mancano ancora mesi al voto e possono cambiare molte cose: economia, governo, leadership, alleanze, conflitti internazionali, campagna elettorale e soprattutto la capacità delle opposizioni di presentarsi come alternativa credibile.

Ma dire che Vannacci può essere decisivo per la vittoria di Meloni è invece perfettamente credibile.

E non lo dicono soltanto i numeri di un singolo istituto.

Lo dimostrano la crescita di Futuro Nazionale, il sorpasso sulla Lega registrato da più rilevazioni, l’avvicinamento a Forza Italia e soprattutto le simulazioni sulla nuova legge elettorale.

Il paradosso è che Meloni potrebbe trovarsi davanti a una scelta quasi obbligata: allearsi con un politico che rischia di erodere il consenso di Fratelli d’Italia oppure affrontarlo separatamente, correndo però il rischio di consegnargli quei voti che potrebbero fare la differenza tra il 41 e il 43%.

In politica, spesso, le elezioni si vincono con un voto in più.

Con lo Stabilicum, potrebbe bastare anche una manciata di punti percentuali per trasformare il vincitore relativo nel vincitore assoluto.

La vera partita si gioca prima del voto

Ecco allora perché la domanda decisiva non è chi vincerà le elezioni del 2027.

La domanda è con quale coalizione ci arriverà Giorgia Meloni.

Se Vannacci dovesse consolidarsi tra il 7 e l’8%, e se FdI rimanesse intorno al 26%, mentre Lega e Forza Italia continuassero a muoversi complessivamente nell’area del 12-14%, il centrodestra avrebbe bisogno di Futuro Nazionale per superare agevolmente la soglia del 42%.

Se, al contrario, Meloni riuscisse a ricompattare Lega e Forza Italia, recuperando qualche punto e contemporaneamente ridimensionando la crescita di Vannacci, lo scenario cambierebbe ancora.

Ma oggi il dato politico è uno: Vannacci non è più una variabile marginale. È diventato una variabile di sistema.

E Giorgia Meloni lo sa.

Il rischio, per la premier, non è soltanto che Vannacci le porti via voti. Il rischio è molto più sofisticato: che le porti via proprio quei voti che, sommati a quelli di Lega e Forza Italia, possono decidere chi supera il fatidico 42%.

Se il centrodestra resta sotto quella soglia e il campo largo riesce a superarla, la partita potrebbe essere chiusa prima ancora di iniziare.

Per questo l’alleanza con Vannacci non sarebbe semplicemente un accordo politico. Potrebbe diventare la condizione aritmetica per vincere le prossime elezioni.

E questa, per Giorgia Meloni, è una prospettiva tanto scomoda quanto difficile da ignorare.

Redazione

Recent Posts

Perugia. Esplosione alla Pallotta, poteva essere una strage, palazzina evacuata

Un boato violentissimo, poi il tetto che crolla e una pioggia di vetri, tegole e…

34 minuti ago

La Serie A torna in campo contro la pirateria: #STOPIRACY lancia un messaggio ai tifosi

La Serie A torna in campo e lo fa anche contro la pirateria audiovisiva. In…

6 ore ago

Perugia. Esplosione alla Pallotta, grave la donna di 47 anni precipitata dal quarto piano

Sono gravi le condizioni della donna di 47 anni rimasta coinvolta nell’esplosione avvenuta questa mattina…

13 ore ago

Leone XIV a Rimini, il Papa al Meeting: «Il mondo ha bisogno di voi»

È una giornata di grande partecipazione a Rimini per la visita di Papa Leone XIV…

14 ore ago

La magia del territorio tarantino: nel weekend dei Giochi del Mediterraneo, Masserie sotto le Stelle conquista 500 partecipanti

Taranto. Oltre 500 partecipanti, due masserie misteriose, cibo genuino e i Terraross in concerto fino…

14 ore ago

Viaggiare nella “quarta dimensione” guidati da Giuseppe Fiamingo

Un viaggio nello spazio-tempo della materia (visibile e invisibile): macrocosmo e microcosmo, stelle e particelle…

14 ore ago