Un nome che è già un programma: “Giorgia 2027”. Ma la data potrebbe anche non essere così lontana. Nata come semplice fanpage, la presenza social che ruota attorno al nome del premier Giorgia Meloni si sta trasformando, nel giro di poche settimane, in un piccolo caso politico-mediatico. E, per molti osservatori, in un segnale preciso: si prepara il terreno per una possibile ricandidatura della leader di Fratelli d’Italia, che potrebbe arrivare anche in anticipo, già nel 2026, per tentare il colpo grosso — una maggioranza possibilmente monocolore.
La pagina – attiva su TikTok, Facebook e Instagram – è spuntata un mese fa e oggi festeggia già un primo traguardo: 100mila follower su Facebook, celebrati con un post autocelebrativo. Tutti i contenuti spingono nella stessa direzione: supportare la figura del premier e spianare la strada a un suo secondo mandato. Il messaggio nelle bio è chiaro: “Al fianco di Giorgia oltre le elezioni del 2027”.
Dietro questo successo digitale, però, c’è anche un alone di mistero. Chi gestisce queste pagine? Non lo staff ufficiale di comunicazione del premier, assicura il suo social media manager Tommaso Longobardi, che ammette di conoscere la pagina ma di ignorarne i responsabili. Si vocifera di giovani simpatizzanti vicini a Gioventù Nazionale, ma anche in quel caso si nega ogni coinvolgimento diretto. «Quando tirano in mezzo i giovani, è perché non sanno chi c’è dietro», scherza qualcuno.
Certo è che nella galassia meloniana la pagina è ben nota e in molti la seguono. Alcuni tra i dirigenti di Fratelli d’Italia l’hanno apertamente apprezzata, altri la ridimensionano ricordando che esistono numerose altre fanpage pro-Meloni. Ma nessuna – finora – sembra puntare con la stessa decisione a un orizzonte elettorale preciso. E questo fa la differenza.
Le origini del progetto risalgono a poco dopo l’intervista rilasciata da Meloni all’Adnkronos il 2 maggio, nella quale dichiarava: «Voglio realizzare per intero il programma del centrodestra e potermi ripresentare agli elettori dicendo: ve lo avevamo promesso». Un assist perfetto per chi volesse iniziare a costruire una narrazione da “Giorgia bis”.
Dal punto di vista tecnico, la pagina Instagram è stata rinominata partendo da un account del 2023 con vari cambi di nome alle spalle. Quella Facebook addirittura affonda le radici nel 2016. L’unico canale nato da zero è TikTok, il cui primo video risale al 15 maggio. I numeri sono comunque da capogiro: su Instagram si superano i 1900 nuovi follower al giorno con un tasso di engagement sopra il 10%, anche se qualcuno solleva dubbi sull’autenticità dei seguaci.
Esperimento di comunicazione spontanea o strategia ben calibrata? Non è la prima volta che una pagina “dal basso” prova a orientare il dibattito politico. Negli Stati Uniti, campagne simili hanno anticipato le corse di Elizabeth Warren e Bernie Sanders. In Italia, fu il caso della pagina fan di Matteo Renzi gestita — poi si scoprì — da uno dei suoi spin doctor.
Che si tratti di un’iniziativa indipendente o di un’operazione pilotata, il messaggio è chiaro: il terreno per la ricandidatura di Giorgia Meloni è in fase di aratura. E non si esclude che la semina venga anticipata già al 2026, per raccogliere prima e con più forza i frutti di un consenso ancora alto.
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