La poesia di Totò continua a parlare all’uomo contemporaneo perché affronta una delle domande più profonde dell’esistenza: che cosa resta dell’essere umano quando vengono meno il potere, il prestigio, le differenze sociali? A riflettere sul valore universale di “’A livella” è Maria Virginia Basile, che individua nel celebre testo del principe della risata un messaggio capace di andare oltre il tempo e i confini culturali.
«Grande testo, la cui tematica è parte fondamentale della ricerca di senso dell’Uomo» – sottolinea Basile, evidenziando come la poesia di Totò rappresenti una meditazione sulla condizione umana e sul rapporto tra individuo, memoria e destino. Un tema che, secondo la studiosa, dialoga con una delle opere più importanti della tradizione poetica inglese: “Elegy Written in a Country Churchyard” di Thomas Gray.
«Mi affascina molto questo testo e mi rimanda sempre a “Elegy written in a country churchyard”, che iniziò la poesia preromantica in Inghilterra» racconta Basile, creando un ponte ideale tra la Napoli popolare e ironica di Totò e la riflessione malinconica del poeta inglese sul destino comune degli uomini.
Nella sua analisi, contenuta nel saggio pubblicato sulla Rivista Letteraria “Ilfilorosso” n. 73, dal titolo “Il vigore comunicativo di ‘Elegy Written in a Country Churchyard’ di Thomas Gray, antidoto alla ricerca della ‘felicità preconfezionata’”, Basile approfondisce la capacità della poesia di restituire autenticità all’esperienza umana, sottraendola alle illusioni di una felicità costruita artificialmente.
Il punto di incontro tra Gray e Totò è proprio nella consapevolezza che davanti alla fragilità della vita le gerarchie create dagli uomini perdono significato. In “’A livella”, il dialogo tra il marchese e il netturbino sepolti nello stesso cimitero diventa una potente metafora: la morte annulla le distanze e restituisce a tutti una comune dimensione di uguaglianza.
È una lezione che attraversa secoli e culture diverse. La poesia, secondo Basile, non offre risposte semplicistiche, ma accompagna l’uomo nella ricerca di un significato più autentico, lontano dalle apparenze e dai modelli imposti.
Totò, con il suo linguaggio popolare e immediato, riesce così a esprimere una verità universale: nessuno può considerarsi superiore agli altri, perché la dignità dell’uomo non dipende dal ruolo ricoperto nella vita, ma dalla capacità di riconoscere la propria comune appartenenza al destino umano.
Un messaggio che continua a vivere e che trova nella lettura di Maria Virginia Basile una nuova chiave interpretativa: dalla poesia preromantica inglese alla voce inconfondibile di Totò, la letteratura diventa ancora una volta uno strumento per interrogarsi sul senso dell’esistenza.
Le parole di Totò continuano a stimolare riflessioni che vanno ben oltre la celebre poesia…
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