Nel cuore di Cuneo si apre uno degli spazi urbani più ampi e riconoscibili del Piemonte: Piazza Galimberti. Con i suoi quasi 24 mila metri quadrati, la piazza rappresenta il principale punto di riferimento della città e uno dei luoghi più frequentati da residenti e visitatori. Non è soltanto il centro geografico della città, ma anche uno spazio che racconta la storia urbana, politica e sociale del capoluogo della provincia.
La nascita della piazza risale ai primi decenni dell’Ottocento, in un momento di grandi trasformazioni per Cuneo. In quegli anni, con l’arrivo delle truppe napoleoniche, vennero demolite le antiche mura che per secoli avevano protetto il centro abitato. L’abbattimento delle fortificazioni rese possibile un ampliamento urbano verso sud e portò alla progettazione di una grande piazza destinata a diventare il fulcro della nuova città. Il progetto originario prevedeva uno spazio meno esteso rispetto a quello attuale, ma l’importanza commerciale e amministrativa che Cuneo stava assumendo spinse ad ampliare progressivamente l’area.
Il risultato fu una piazza imponente, progettata secondo criteri di equilibrio e simmetria tipici dell’architettura neoclassica. Gli edifici che la circondano presentano infatti una struttura uniforme: portici continui, facciate regolari e prospetti armonici che conferiscono allo spazio una forte identità architettonica. Questo assetto urbanistico richiama volutamente i modelli classici dell’architettura europea e contribuisce a rendere Piazza Galimberti uno dei contesti urbani più scenografici del Piemonte.
Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Giuseppe Barbaroux, giurista e uomo politico del Regno di Sardegna che ricoprì il ruolo di guardasigilli. La statua, collocata al centro dello spazio aperto, rappresenta uno dei punti simbolici della piazza e ricorda il legame tra Cuneo e la storia istituzionale piemontese dell’Ottocento.
Con il passare del tempo la piazza ha assunto un ruolo sempre più centrale anche nella memoria civile della città. Nel 1945 lo spazio venne intitolato a Tancredi “Duccio” Galimberti, avvocato e partigiano cuneese protagonista della Resistenza. Galimberti fu tra i primi a sostenere apertamente la necessità di una lotta contro il nazifascismo dopo la caduta del regime nel 1943. Proprio da un balcone della casa di famiglia che si affaccia sulla piazza pronunciò uno dei discorsi più ricordati nella storia locale, invitando i cittadini a proseguire la battaglia per la libertà e la democrazia. La sua figura rimane ancora oggi profondamente legata alla storia e all’identità della città.
Oltre al valore storico e simbolico, Piazza Galimberti rappresenta anche uno dei luoghi più vivi della quotidianità cuneese. Ogni martedì la piazza ospita infatti uno dei mercati settimanali più grandi e frequentati del Piemonte. Le bancarelle occupano gran parte dello spazio, trasformando il grande slargo in un vivace centro commerciale all’aperto dove si incontrano prodotti agricoli, abbigliamento, artigianato e specialità gastronomiche del territorio.
La piazza svolge inoltre una funzione di collegamento tra la parte più moderna della città e il centro storico medievale. Da qui si accede direttamente a Via Roma, la strada storica che attraversa il cuore antico di Cuneo tra palazzi nobiliari, chiese e portici. Questo passaggio tra epoche diverse rende l’area uno dei luoghi più significativi per comprendere l’evoluzione urbanistica della città.
Nel corso dell’anno Piazza Galimberti ospita anche eventi culturali, manifestazioni pubbliche, concerti e iniziative istituzionali. La sua ampiezza e la posizione centrale la rendono il luogo naturale per momenti di incontro e partecipazione della comunità.
Per chi visita Cuneo, una passeggiata in Piazza Galimberti rappresenta quasi sempre il punto di partenza per scoprire la città. Tra architettura, memoria storica e vita quotidiana, la piazza continua a svolgere il ruolo di grande “salotto” urbano, capace di raccontare il passato e il presente di uno dei centri più caratteristici del Piemonte.
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