“Fabbricanti di Tombe”: a Pordenone nuova azione di land poetry contro le armi nucleari ad Aviano

Un’opera di oltre 40 metri per lanciare un messaggio contro la militarizzazione del territorio e la presenza di testate nucleari nella base statunitense di Aviano. È l’iniziativa annunciata per domenica 30 giugno da un collettivo indipendente di attivisti guidato dal poeta di strada Mathias PdS (Poeta della Sera), che realizzerà un nuovo intervento di land poetry in un’area non distante da Pordenone.

L’azione, la quarta di questo tipo promossa dal poeta e attivista friulano, prevede la scrittura sul terreno dello slogan “Fabbricanti di Tombe”, con la lettera iniziale modificata in “Fabbricanti di Bombe”. Le parole, realizzate con giornali, saranno visibili dall’alto e riprese da un drone, dando forma a una performance dal forte impatto simbolico.

L’iniziativa nasce da un’indagine informale condotta attraverso il passaparola tra le province di Pordenone, Udine e Gorizia, dove è emersa una diffusa preoccupazione per la presenza di armamenti nucleari nella base di Aviano, in particolare delle bombe B61-12, al centro di un dibattito riacceso dalle recenti tensioni tra Stati Uniti e Iran.

Il collettivo, formato da attivisti del territorio, intende proporre un’azione non violenta, poetica e provocatoria, per stimolare una riflessione pubblica sul tema del riarmo e delle conseguenze della militarizzazione. «Il nostro messaggio – spiegano gli organizzatori – si rivolge a tutte le forme di potere che scelgono la guerra invece del dialogo».

Per rispetto e tutela dei proprietari terrieri coinvolti, il luogo preciso dell’installazione non verrà reso noto.

L’azione si inserisce in un percorso più ampio di land poetry che da mesi unisce arte, attivismo e consapevolezza ambientale attraverso installazioni temporanee e rispettose del paesaggio. Dopo precedenti slogan come “Amiamoci” (al posto di “Armiamoci”), Mathias PdS torna a far parlare la terra, trasformandola in pagina e protesta.