Putin e al-Sudani condannano gli attacchi contro l’Iran: “Violate le norme internazionali”
Il presidente russo Vladimir Putin e il primo ministro iracheno Mohammed al-Sudani hanno espresso una ferma condanna contro gli attacchi condotti da Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran, definendoli una grave violazione della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale.
Lo riferisce il Cremlino in una nota diffusa oggi, rilanciata dall’agenzia russa Tass, in cui si sottolinea anche la preoccupazione condivisa dei due leader per le potenziali ricadute di queste operazioni militari. “Tali azioni sono gravide di conseguenze estremamente pericolose e imprevedibili per la stabilità della regione e per l’intero sistema di sicurezza globale”, si legge nel comunicato.
Il colloquio telefonico tra Putin e al-Sudani si inserisce in un momento di forti tensioni in Medio Oriente, con l’Iran al centro di un’escalation che rischia di coinvolgere altri attori regionali e internazionali. Russia e Iraq, storicamente legati da rapporti bilaterali e da interessi comuni nell’area, hanno ribadito l’urgenza di una soluzione diplomatica che eviti un ulteriore deterioramento della situazione.
La presa di posizione arriva mentre si moltiplicano gli appelli alla de-escalation da parte di vari Paesi e organismi internazionali, preoccupati per il rischio di una crisi su vasta scala. Mosca, da tempo alleata di Teheran sul fronte regionale e membro attivo nei dossier mediorientali, ha più volte denunciato l’uso unilaterale della forza come destabilizzante e contrario ai principi del diritto internazionale.
Non è la prima volta che il Cremlino interviene in maniera netta sugli sviluppi della crisi iraniana. Già nei giorni scorsi, la diplomazia russa aveva invitato le parti a “massima moderazione” e a un ritorno al dialogo.
L’Iraq, da parte sua, teme che il protrarsi del conflitto possa avere gravi ripercussioni sulla propria sicurezza interna e sul fragile equilibrio politico del Paese.
