Umbria

Da Berlusconi a Marianelli: il filo rosso del consenso e del coraggio di raccontare i fatti

di Antonio Nesci *

Nel 2008 festeggiavamo una delle più grandi vittorie elettorali del centrodestra italiano. Silvio Berlusconi tornava a Palazzo Chigi con una maggioranza solida e una coalizione compatta. In quel momento c’ero, testimone diretto dei festeggiamenti all’Eur, nel cuore della notte romana, in mezzo alla stampa nazionale. Da lì a poco sarebbe nato La Prima Pagina, un progetto editoriale che da allora non ha mai smesso di raccontare la realtà, anche da lontano, anche in solitudine.

Sono passati diciassette anni. E per una di quelle strane circostanze della vita, ho deciso di rispondere all’invito del Prof. Fabio Marcelli partecipando alla presentazione del candidato Rettore dell’Università di Perugia, il Prof. Massimiliano Marianelli. Era un semplice incontro, ma l’intuito mi ha suggerito subito che avevo davanti il futuro Rettore di uno degli atenei più antichi d’Europa. Nessun tornaconto, nessun accordo, solo la voglia di osservare da vicino e raccontare con onestà.

Condivido sin da subito la sensazione con la redazione, con i consiglieri più esperti: “Seguiamolo, Marianelli ce la può fare”. E mentre tutti, ma proprio tutti – in particolare la stampa regionale – narravano un’altra storia, noi abbiamo scritto la nostra. Abbiamo interessato anche Massimo Martire di Canale Italia, che ha fatto sua questa scommessa giornalistica. Lui, forse, ancora più convinto di me.

Avevamo scommesso sulla vittoria di Marianelli. E il 17 giugno quella scommessa si è rivelata fondata: 727 voti, quasi il 70% dei consensi, un risultato che ha spazzato via ogni dubbio. Una fiducia larga, convinta, che ha superato le previsioni anche più ottimistiche. Marianelli si è imposto con garbo, determinazione e capacità di ascolto. Persino il suo sfidante, Daniele Porena, ha ammesso di essere stato ad un passo dal ritiro. Il clima era già cambiato da giorni. E quelli che fino all’ultimo raccontavano di rimonte e clamorosi ribaltamenti sono stati smentiti dai numeri. Gli stessi che poi si sono affrettati ad applaudire, forse più per convenienza che per convinzione.

Ma non è finita qui, perché neanche un secondo dopo l’elezione è cominciato il day after. Tutti a cercare un posto al sole. La risposta, però, è stata pacata e ferma: l’università è di tutti, è un bene comune, ma non può rappresentare gli interessi di una parte a discapito di un’altra.

Nel pomeriggio ho avuto il privilegio di incontrare il nuovo Magnifico Rettore nel suo studio. Non era la prima volta che ci sentivamo, ma questo faccia a faccia ha avuto un sapore diverso. Ho avvertito subito un clima di fiducia reciproca. Nessuna retorica. Solo una stretta di mano e l’ascolto, vero, autentico.

Marianelli ha vinto perché ha saputo incarnare un’idea di università aperta, inclusiva, pluralista. Perché ha saputo parlare a tutte le anime dell’ateneo senza rinunciare alla propria identità. E oggi che molti tentano di salire sul carro del vincitore, lui risponde con equilibrio: premierà il merito, non la convenienza.

Questa esperienza la dedico a tutti i collaboratori che da anni contribuiscono al nostro progetto editoriale. Oggi, idealmente, erano con me nell’agorà di Perugia. In quel sole che brillava sul centro storico, ho ritrovato lo stesso entusiasmo di quel lontano 2008. Ma con più maturità e una nuova consapevolezza: che il giornalismo, quando è autentico, sa ancora riconoscere la verità prima che diventi evidente a tutti.

Grazie Rettore Marianelli, per l’ascolto, per il rispetto, per la determinazione. Il cammino sarà lungo e pieno di aspettative, ma hai già dimostrato di saper camminare con passo fermo. Noi continueremo a raccontare, con la stessa onestà che ci ha accompagnato fino a qui.

Buon lavoro, Magnifico.

 

* Direttore ed Editore La Prima Pagina Gruppo Editoriale

Redazione

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